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diritti dei minori




È paradossale che certi diritti necessitino ancor oggi di essere ricordati, quando dovrebbero costituire lo spontaneo patrimonio di ogni essere umano e di ogni società. Bene, così non è, neppure nel nostro progredito Paese. Se in Italia alcuni diritti possono essere considerati, quasi unanimemente, acquisiti e condivisi, come ad esempio: I minori hanno il diritto di essere protetti dalle droghe illegali e dalle attività volte a produrre e spacciare droghe (art. 33), altri diritti sono meno condivisi come ad esempio: I minori hanno il diritto di fuggire con i loro cari dai Paesi in guerra ed hanno il diritto di essere accolti in un Paese sicuro. Questo è il sunto dell’articolo 22 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con la legge numero 176 del 27 maggio 1991 per mano dell’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Altri diritti invece li accettiamo razionalmente, ma ancora la nostra pancia fatica a digerirli perché ognuno di noi è figlio della propria educazione e dei propri vissuti che sono i principali responsabili dei nostri pregiudizi. Esempio: Il disabile, fisico o psichico, ha diritto a cure speciali e ad un’istruzione speciale che gli permettano di crescere come gli altri ragazzi (art. 23), fin qui siamo tutti d’accordo, ma la Convenzione non dice solo come gli altri ragazzi ma anche con gli altri ragazzi e qui molti genitori cominciano ad avvertire mal di pancia.



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