ASTRATTISMO

“La linea geometrica è un ente invisibile. Essa è la traccia lasciata dal punto in movimento, quindi un suo prodotto. Essa è sorta dal movimento […] Qui ha luogo il salto dalla staticità al dinamismo. La linea costituisce […] la massima opposizione all’elemento pittorico primigenio il punto. […] ente immateriale. Dal punto di vista materiale il punto equivale allo zero. In questo zero sono però nascoste varie proprietà “umane”. […] Così il punto geometrico diviene l’unione suprema di silenzio e parole.”

da “Punto, linea, superficie” 

Vasilij Kandinskij

1973

CONCEPTUAL ART

“Nell’arte concettuale l’idea concetto è l’aspetto più importante del lavoro. Quando un artista utilizza una forma concettuale di arte, vuol dire che tutte le programmazioni e decisioni sono stabilite in anticipo e l’esecuzione è una faccenda meccanica. L’idea diventa una macchina che crea l’arte. Questo tipo di arte non è teorica o illustrativa di teorie; è intuitivo, è coinvolto con tutti i tipi di processi mentali ed è senza scopo. Di solito è libero dalla dipendenza dall’abilità dell’artista come artigiano.”

Sol Le Witt

1967

CUBISMO

“Il cubismo si differenzia dall’antica pittura perché non è un’arte d’imitazione, ma di pensiero che tende a elevarsi sino alla creazione. Nel rappresentare la realtà-concepita o la realtà-creata, il pittore può dare l’apparenza delle tre dimensioni, può, in certo qual modo, cubicizzare“

da “I pittori cubisti – meditazioni estetiche”

Guillaume Apollinaire

1913

ESPRESSIONISMO

“Con la fede in una evoluzione, in una nuova generazione di creatori e fruitori d’arte, chiamiamo a raccolta tutta la gioventù e, come gioventù che reca in sé il futuro, vogliamo conquistarci libertà d’azione e di vita, contro le vecchie forze tanto profonda- mente radicate. E dei nostri chiunque riproduca con immediatezza e senza falsificazioni ciò che lo spinge a creare” 

Ludwig Kirchner

ESPESSIONISMO ASTRATTO

“La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla […] è un metodo simile a quello degli Indiani dell’Ovest che lavorano sulla sabbia. Mi allontano sempre più dagli strumenti consueti del pittore come il cavalletto, la tavolozza, i pennelli, ecc. Preferisco la stecca, la spatola, il coltello, la pittura pura che faccio sgocciolare, o un impasto grasso di sabbia, di vetro polverizzato e di altri materiali.”

da “Possibilities 1”

Jackson Pollock

1947-48

FUTURISMO

“Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerarietà. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. […] Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità, […] Noi siamo i Primitivi di una nuova sensibilità completamente trasformata.„

Tommaso Filippo Marinetti

1909

HAPPENING

“Happening come assemblage di eventi che si svolgono in più di una situazione spaziale e temporale e un lavoro artistico attivato da un performer e partecipato da un pubblico che ne diventa, consapevolmente o meno, attore, in una composizione di naturali improvvisazioni aperte a incidenti come il suono di un clacson o una formazione di nuvole. Tutti protagonisti attivi e al contempo spettatori di un evento unico e irripetibile.”

Allan Kaprow

1966

IMPRESSIONISMO

“Va molto bene copiare quel che si vede; molto meglio disegnare quello che non si vede più, se non nella memoria: è una trasformazione in cui l’immaginazione collabora con la memoria, e così non si riproduce se non quello che vi ha colpiti, cioè l’essenziale. Allora i ricordi e la fantasia sono liberati dalla tirannia che esercita la natura. Ecco perché i quadri eseguiti in questo modo, da chi abbia una memoria esercitata e conosca i maestri e il mestiere sono quasi sempre opere considerevoli.”

Edgar Degas

INFORMALE

“Se la Forma lasciava all’artista tutte le possibilità della natura creatrice, l’Informale aveva però una nuova possibilità di trascendere dentro di essa, aprendo così un’infinità di nuove porte sugli indefiniti formali”

Michel Tapié

in Art Autre 1952 è il critico francese che dà a questa nuova tendenza il nome di informale o art autre, arte altra, sottolineando in questo modo la frattura con l’arte

precedente.

LAND ART

“Ogni pietra è diversa, come lo è ogni impronta delle dita, ogni nuvola, ogni getto, ogni camminata; e non si può entrare mai nello stesso fiume due volte. Un modo di sentire l’arte è quello di pensare che nel mio lavoro vi sia un profondo rapporto con i sensi, anche se la vita moderna ci sottrae a questi principi e a queste esperienze naturali. […] la mia opera è strettamente legata al mondo fisico dei nostri sensi. All’energia che da me sprigiona mentre agisco si somma quella naturale della acqua, del modo in cui scivola… ”

Richard Long

1994

MINIMAL ART

“L’immagine è il procedimento, il pennello, il modo con cui il quadro è fatto […]. La grandezza, lo spessore, il tipo di colore diventano immagine quando il quadro viene appeso alla parete, e diventa un oggetto. Se per immagine intendi una figura , un paesaggio, allora no, non c’è nulla di ciò nei miei quadri”

Robert Ryman

I miei dipinti si basano sul dato che solo ciò che può essere visto è effettivamente presente. […] Ciò che vedi è solo ciò che vedi.

Frank Stella 

MURALISMO

“La pittura murale è pittura sociale per eccellenza. Essa opera sull’immaginazione popolare più direttamente di qualunque altra forma di pittura […]. L’artista deve rinuncia a quell’egocentrismo che ormai non potrebbe che isterilire il suo spirito, e diventare un artista militante, cioè a dire un artista che serve un’idea morale e subordina la propria individualità all’opera collettiva.”

MANIFESTO DELLA PITTURA MURALE

Sironi, Campigli, Carrà e Funi

1933

NEO ESPRESSIONISMO

“Non voglio creare un mostro; voglio fare qualcosa che sia nuovo, … qualcosa che rimanda alla tradizione, ma è allo stesso tempo nuovo. […] L’artista non è responsabile nei confronti di nessuno. Il suo ruolo sociale è asociale … la sua unica responsabilità consiste nell’attitudine al lavoro che svolge.” “Comincio sempre con un’idea, ma mentre lavoro l’immagine prende il sopravvento. Poi iniziano le battaglie tra l’idea che ho concepito e l’immagine che lotta per la sua stessa vita.”

Georg Baseliz 

OP ART

“La posta in gioco non è più il cuore, ma la retina, e l’anima bella ormai è divenuta un oggetto di studio della psicologia sperimentale. I bruschi contrasti in bianco e nero, l’insostenibile vibrazione dei colori complementari, il baluginante intreccio di linee e le strutture permutate […] sono tutti elementi della mia opera il cui compito non è più quello di immergere l’osservatore […] in una dolce melanconia, ma di stimolarlo, e il suo occhio con lui”.

da “Il Manifesto Giallo”

Victor Vasarely

1955

POP ART

“Anche se il ‘Pop’ era dappertutto […] la maggior parte della gente lo dava ancora per scontato, mentre noi ne eravamo abbagliati – per noi era la nuova Arte. Una volta “pop”, non potrai più vedere un segno allo stesso modo. Nel momento in cui etichetti qualcosa, […] non puoi mai tornare indietro a vederla senza etichetta. Stavamo vedendo il futuro e lo sapevamo di sicuro … il mistero era sparito, ma lo stupore era appena iniziato.”

Andy Warhol

1963

SIMBOLISMO

“L’opera d’arte deve essere in primo luogo ideista, poiché il suo ideale unico sarà l’espressione dell’idea, in secondo luogo simbolista poiché esprimerà questa idea in forma, in terzo luogo sintetica poiché scriverà le sue forme, i suoi segni secondo un modo di comprensione generale, in quarto luogo soggettiva poiché l’oggetto non sarà mai considerato come un oggetto lì, ma come segno percepito dal soggetto, in quinto luogo, l’opera d’arte deve essere decorativa.”

Gabriel-Albert Aurier

1891

SURREALISMO

“Dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale. Il Surrealismo si fonda sull’idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sulla onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita.”

André Breton

1924

VIDEO ART

“Non ho mai considerato la televisione uno strumento informativo, narrativo, come in genere viene considerata. Io considero la televisione esattamente una materia, una materia come il marmo, la pietra, il carbone, la paglia, una materia con la quale l’artista può con delle manipolazioni creare un proprio mondo. Oggi abbiamo la fortuna di usufruire di nuovi materiali, uno di questi è il video, e io lo uso come un materiale, perciò niente di descrittivo, aneddotico, narrativo.”

Fabrizio Plessi

1998

ABSTRACTION-CRÉATION

Abstraction-création fu un movimento artistico internazionale attivo a Parigi dal 1931 al 1936, costituito da artisti provenienti da molteplici esperienze ma accomunati dall’impegno a promuovere la pura astrazione. Nato sotto l’impulso di T. Van Doesburg, A. Herbin e G. Vantorgerloo promuoveva l’arte non figurativa in tutte le sue tendenze, dal costruttivismo al neoplasticismo all’astrazione lirica, mediante esposizioni e la pubblicazione di cinque volumi dal titolo Abstraction-Création, art non figuratif. Artisti: NAUM GABO, ANTON PEVSNER, HANS ARP, PIET MONDRIAN, THEO VAN DOESBURG, EL LISSITZKY, VASARELY KANDINSKIJ, FRANTISEK KUPKA, ALBERTO MAGNELLI, WILLI BAUMEISTER, …

ACTION PAINTING

Movimento artistico d’avanguardia nato negli USA nel secondo dopoguerra e così denominato dal critico newyorkese Rosenberg nel 1952, in riferimento ad alcuni esponenti della New York School. Le lore opere erano create dalla carica gestuale dell’artista, immediata ed aggressiva, in cui la tela diventava “arena”. La tensione emotiva era registrata sul supporto, che veniva paragonato a un vero e proprio campo di battaglia, con la convinzione che non vi fosse confine netto tra arte e vita. Artisti: JACKSON POLLOCK, FRANZ KLINE, WILLEM DE KOONING, SAM FRANCIS, CLYFFORD STILL, PHILIP GUSTON, …

AMBIENT ART

FIRENZE 1265 – RAVENNA 1321

Appartenente alla piccola nobiltà guelfa, partecipò attivamente alla vita politica del comune di Firenze. Pur cercando di porsi al di sopra delle parti, si avvicinò alla fazione guelfa dei Bianchi, che perseguiva una politica di autonomia comunale e che si opponeva ai Neri, legati al papato da interessi mercantili. Nel 1301, mentre era a Roma in missione diplomatica presso papa Bonifacio VIII, fu colpito dalla repressione degli avversari politici. Ingiustamente accusato di baratteria, concussione, estorsione e opposizione sediziosa alla politica papale trascurò di discolparsi e fu condannato dapprima al confino, poi alla morte sul rogo. La gravità della pena comminatagli lo costrinse ad evitare il rientro in patria. Soggiornò pertanto a Treviso, a Padova, Venezia, Verona, infine a Ravenna, dove morì. Se l’esilio costituì una lacerazione affettiva, esso fu tuttavia per Dante occasione di ampliamento dell’esperienza politica e di superamento degli orizzonti comunali. Ciò gli permise di intervenire nel dibattito politico contemporaneo con il trattato DE MONARCHIA che, come l’altra opera teorica: DE VULGARI ELOQUENTIA e le EPISTOLE, è scritto in latino, poiché rivolto ad un pubblico colto. La consapevolezza dell’ingiustizia subita indusse inoltre Dante ad approfondire la riflessione sullo scopo della conoscenza e sulla missione dell’intellettuale, già intrapresa nella produzione poetica in lingua volgare, destinata ad un pubblico più ampio. In essa, pur muovendo dallo stilnovo, egli approda a soluzioni contenutistiche e formali uniche rispetto alla letteratura contemporanea. A tale produzione una parte degli studiosi ascrive IL FIORE, un poemetto anonimo costituito da una collana o corona di sonetti, in cui si descrive il processo amoroso concluso dalla conquista fisica della donna. Di indubbia attribuzione sono invece: LA VITA NUOVA, una sorta di antologia poetica, accompagnata da parti in prosa in cui si elabora la storia dell’amore per Beatrice, che funge da chiave interpretativa e da giustificazione delle liriche; LE RIME, una raccolta poetica priva di ordine sistematico; IL CONVIVIO, un corpus di canzoni con commento, precedute da un trattato introduttivo; LA DIVINA COMMEDIA, un poema allegorico in tre cantiche, che descrivendo un viaggio-visione nei tre regni dell’aldilà, permette a Dante di filtrare attraverso l’esperienza biografica la cultura e le problematiche contemporanee, facendole confluire in una sintesi originalissima.

ART & LANGUAGE

SIENA 1260 – 1313 ca.

Le scarne notizie su di lui attestano l’appartenenza a una nobile e ricca casata, una vita condotta all’insegna della sregolatezza, una morte avvenuta in miseria. Il suo CANZONIERE consta di 112 sonetti, di stile comico realistico, che denunciano una dipendenza dai modi guittoniani.

ART DECÒ

VICOPISANO (PI) 1270 ca. – PISA 1342

Predicatore domenicano, tradusse in volgare trattati ascetici, nei quali inserì sonetti, laude e sirventesi. Scrisse le VITE DEI SANTI PADRI, un’opera ricca di exempla, brevi racconti riportati da varie fonti per avvalorare le argomentazioni etico religiose svolte nelle prediche.

ART NOUVEAU

FIRENZE 1258 – 1300

Guelfo bianco, rampollo di una potente casata, si oppose alle riforme del Comune fiorentino che escludevano i magnati dalle cariche pubbliche. Acerrimo nemico di Corso Donati, si distinse come autore di disordini. Bandito da Firenze proprio quando tra i priori del Comune vi era il suo amico Dante, in esilio contrasse una forma mortale di malaria. Nel suo CANZONIERE giunge ad una rappresentazione pessimistica dell’esperienza sentimentale, non esente da influssi del pensiero averroistico e da moduli dottrinari ed ermetici.

ARTE BRUT

FIRENZE 1255 ca. – 1324

Mercante fiorentino e guelfo bianco, fu esponente dell’ala democratica della fazione e collaborò agli Ordinamenti di giustizia di Giano della Bella, che escludevano i magnati dall’esercizio del potere. Divenuto priore, sì oppose fermamente all’intervento di Carlo di Valois, voluto dai Neri e pur evitando l’esilio, fu costretto a dimettersi. La CRONICA da lui redatta, quasi un memoriale, rievoca in chiave autobiografica la Firenze degli anni 1280 – 1312.

ARTE CINETICA

MONTELLA (AV) 1227 ca. – 1281 ca.

Mancano precise attestazioni sul periodo in cui visse. Appartenente forse alla famiglia di S. Tommaso d’Aquino, fu tra gli esponenti della scuola siciliana più apprezzati dai contemporanei. Della sua opera restano 11 componimenti: canzoni di stile aulico, una canzonetta di tono popolareggiante e di stile medio, due sonetti.

ARTE CINETICA PROGRAMMATA ITALIANA

AREZZO 1230 ca. – FIRENZE 1294

Esponente della ricca borghesia guelfa, fu mosso da vivo impegno civile fino al punto di separarsi dalla moglie e dai figli per entrare nell’Ordine dei Cavalieri della Beata Vergine Maria, il cui obiettivo era la propaganda religiosa. Di lui restano una vasta raccolta di rime e numerose lettere in volgare, mosse per lo più da una tensione moralistica e da un intento didattico e propagandistico.

ARTE DI RELAZIONE

ANCARANO (TE) 1269 – FIRENZE 1327

Francesco Stabili, lettore di medicina presso l’università di Bologna, fu rimosso dall’incarico perché tacciato di eresia. A Firenze divenne medico ed astrologo del duca di Calabria, fratello di Roberto d’Angiò, ma subì un altro processo per eresia e fu condannato al rogo. Scrisse in volgare pochi sonetti ed un poema didascalico: ACERBA ETAS, in cui si avvale di conoscenze astrologiche, alchemiche e naturalistiche per affermare il principio della separazione fra teologia e scienza della natura.

ARTE POVERA

1250 circa

Dedicò a Manfredi, figlio naturale di Federico II di Svevia, la traduzione di DE INVENTIONE di Cicerone e di RHETORICA AD HERENNIUM, di autore anonimo, erroneamente attribuita a Cicerone. L’opera, che è un libero rifacimento dei due testi fondamentali della retorica classica, fu redatta fra 1254 e 1266 e costituisce l’unica fonte per collocare l’autore.

ARTE SOCIALE MESSICANA

MILANO 1250 – 1315

Frate laico ascritto al terzo Ordine degli Umiliati, fu insegnante in una scuola di sua proprietà, ponendosi al servizio dell’agiata borghesia milanese. La sua produzione consta di testi latini, di traduzioni e divulgazioni da autori latini, finalizzate all’insegnamento, e di venti poemetti in volgare milanese, tra cui spicca il LIBRO DELLE TRE SCRITTURE (1274) in quartine, monorime di alessandrini, diviso in tre parti dedicate rispettivamente alla scrittura negra, cioè all’inferno, alla scrittura rossa, cioè alla passione di Cristo, e alla scrittura dorata, ovvero al paradiso.

BAD PAINTING

LENTINI (SR) 1210 ca. – 1260 ca.

Funzionario imperiale presso la corte di Federico II, notaio, viene citato in documenti compresi fra 1233 e 1240, epoca nella|quale fu attivo anche come iniziatore e capo della scuola siciliana. Nei suoi 38 componimenti poetici sperimenta con originalità tutte le forme della lirica: la canzone di stile aulico, la canzonetta di tono narrativo e di stile medio, il sonetto, di cui fu il probabile inventore, nonché il più raro discordo.

BAUHAUS

PISTOIA 1270 – 1336/37

Il pistoiese Guittoncino dei Sighibuldi fu guelfo di parte nera, giurista e docente di diritto in famose università; esiliato in gioventù per motivi politici, fu riaccolto in patria, dove collaborò al governo cittadino fino alla morte. Il suo ampio canzoniere mostra, pur nella personale reinterpretazione, una totale adesione ai modelli stilnovistici.

BODY ART

LUCCA 1262 ca. – 1347

Appartenne all’Ordine domenicano e scrisse una raccolta di sentenze degli antichi, che mise a confronto con i precetti del cristianesimo. L’opera, scritta in lingua latina, fu dall’autore stesso tradotta in lingua volgare ad uso dei maestri e dei predicatori, ma anche dei giuristi.

CHIARISMO

SAN GIMIGNANO (SI) 1265 – 1332

Giacomo di Michele soprannominato Folgore, cioè splendore, fu cavaliere al servizio del comune di S. Gimignano e di Siena. Il suo CANZONIERE consta di 14 sonetti dedicati ai mesi dell’anno, di 8 sonetti dedicati ai giorni della settimana e di 5 sonetti che celebrano le virtù cavalleresche. Se l’ispirazione della sua opera non si discosta da quella dei poeti comico realistici, la scelta dei modelli formali e i raffinati quadri di vita galante rivelano un gusto aristocratico.

COBRA

TODI (PG) 1230 o 1236 – COLLAZZONE (PG) 1306

Jacopo de’ Benedetti, di nobile famiglia, notaio e procuratore, ebbe una profonda crisi spirituale dopo la morte della giovane moglie ed entrò nell’Ordine Francescano. Favorevole all’ala più intransigente, quella degli spirituali, fu tra i sottoscrittori di un manifesto di opposizione a papa Bonifacio VIII, che ne aveva abrogato il riconoscimento ufficiale e pagò tale gesto con la scomunica e la carcerazione. Scrisse 92 laude in dialetto umbro in cui tematiche del repertorio ascetico e mistico si fondono al dato autobiografico con esiti unici.

CONCETTUALISMO MOSCOVITA

Fine del 1200

Si sa che fu frate francescano e che compose due poemetti in quartine monorime di versi alessandrini: DE JERUSALEM CELESTI e DE BABILONIA CIVITATE INFERNALI. L’uso del volgare veronese, efficace per lessico, è funzionale all’intento divulgativo dell’opera in cui si descrivono le gioie dei beati e le pene dei dannati.

CORRENTE

FIRENZE 12?? – 1303 o 1304

Capitano del popolo di parte guelfa, il suo ricco canzoniere rivela la sua abilità di divulgatore e rielaboratore di temi e modelli propri della poesia siciliana, guittoniana e stilnovista.

COSTRUTTIVISMO

ANCARANO (TE) 1269 – FIRENZE 1327

Francesco Stabili, lettore di medicina presso l’università di Bologna, fu rimosso dall’incarico perché tacciato di eresia. A Firenze divenne medico ed astrologo del duca di Calabria, fratello di Roberto d’Angiò, ma subì un altro processo per eresia e fu condannato al rogo. Scrisse in volgare pochi sonetti ed un poema didascalico: ACERBA ETAS, in cui si avvale di conoscenze astrologiche, alchemiche e naturalistiche per affermare il principio della separazione fra teologia e scienza della natura.

CRACKING ART

FIRENZE 1275 ca. – AVIGNONE (Francia) 1349

Guelfo bianco e sostenitore di Arrigo VII, fu grande amico di Petrarca e scrisse un CANZONIERE alla maniera stilnovista.

CUBOFUTURISMO / GILEJA

ROMA o MESSINA 1210 ca. – 1287 ca.

Nato forse nel 1210, compare in atti fra 1243 e 1280. – Giudice di Messina, fu personalità di spicco nella scuola siciliana e probabilmente affiancò alla produzione in volgare anche quella in latino. Di lui restano solo 5 canzoni, notevoli per maestria stilistica, retorica e metrica.

DADAISMO

FIRENZE 1230 ca. – 1300 ca.

Fiorentino di parte ghibellina, fu noto soprattutto in ambiente toscano. Della sua opera poetica in volgare restano 58 sonetti, in cui sono parimenti rappresentate le due maniere poetiche: quella aulica di argomento amoroso, e quella comico-realistica dove sono presenti sia la satira misogina che quella politica e il lessico dialettale prevale su quello aulico, utilizzato a soli fini caricaturali.

DAU AL SET

L’AQUILA 1294 ca. – 1363

Esponente forse della piccola nobiltà terriera, morì di peste. Oltre ad un’opera agiografica in versi su Santa Caterina di Alessandria, scrisse una CRONICA, anch’essa in rima, in cui con toni ora epici, ora realistici, tratta la storia dell’Aquila dalla fondazione al 1362.

DER BLAUE REITER

FIRENZE 1250 – 1206

Detto Bicci, fu fratello di Piccarda, monaca nell’Ordine di Santa Chiara, e di Corso Donati, che rapì la sorella per darla in sposa ad un capo della fazione dei guelfi neri. Si esercitò nello stile comico realistico, come testimonia uno scambio di sonetti con Dante Alighieri che, sebbene fosse suo avversario politico, gli fu amico e lo ricordò nella Commedia assieme agli altri suoi familiari.

DIE BRUCKE

PALERMO 1220 – BOLOGNA 1272

Figlio naturale di Federico II di Svevia, nominato re di Sardegna nel 1249, venne sconfitto dai guelfi nella battaglia di Fossalta; rinchiuso nel castello di Bologna, vi rimase prigioniero fino alla morte. Fu poeta di indubbia originalità, tuttavia della sua produzione restano solo un sonetto, due canzoni di stile aulico ed un frammento di canzone.

DIGITAL ART

BOLOGNA 1190 ca. – 1243 ca.

Maestro di retorica, intraprese la carriera di notaio. In due manuali che ebbero molta influenza per quasi tutto il XIV secolo, GEMMA PURPUREA e PARLAMENTA ET EPISTOLAE, egli cercò di nobilitare la prosa volgare fornendo numerosi esempi di lettere private in cui le regole stilistiche previste dai canoni retorici latini, cioè dalle artes dictandi, venivano adattate alla lingua volgare.

DIVISIONISMO

FIRENZE 1271 ca. – 1316 ca.

Autore di una ventina tra canzoni e sonetti, assimilò in modo originale la lezione dei due maestri fiorentini dello stilnovo: Guido Cavalcanti e Lapo Gianni.

ÈCOLE DE NICE

FIRENZE 1240 ca. – 1292 ca.

Giurista e letterato, fu abile e rinomato traduttore e divulgatore di opere tardo classiche e medievali. Fu autore originale di un trattato morale-allegorico in prosa volgare: LIBRO DE’ VIZI E DELLE VIRTUDI, che mette in scena un percorso autobiografico di peccato e redenzione, espresso in un linguaggio che riproduce autonomamente l’andamento stilistico e la struttura sintattica della lingua latina.

ÈCOLE DE PARIS

FIRENZE, fine del 1200

Forse identificabile con un notaio amico di Dante Alighieri, Lapo Gianni de’ Ricevuti, fu attivo a Firenze negli anni 1298-1328. Della sua opera restano 17 componimenti oltre all’apprezzamento dello stesso Dante, che lo annovera fra i pochi toscani che raggiunsero l’eccellenza nell’uso del volgare.

EL PASO

BOLOGNA 1230 ca. – MONSELICE (PD) 1276

Bolognese di famiglia ghibellina, svolse la professione di giudice. Fu attivo politicamente e si oppose ai guelfi che facevano capo alla famiglia Geremei. La vittoria di questi ultimi lo costrinse all’esilio a Monselice, dove morì. Restano di lui 5 canzoni e 15 sonetti, che documentano una rivisitazione personale dei modelli siciliani e guittoniani oltre che una grande originalità di impostazione dottrinale della tematica amorosa.

EQUIPO 57

FIRENZE 1220 – 1294

Notaio della cancelleria fiorentina, di parte guelfa, venne inviato in missione da Alfonso X, re di Castiglia per chiederne l’appoggio contro i ghibellini sostenuti da re Manfredi. Raggiunto dalla notizia della sconfitta guelfa a Montaperti, riparò in Francia. La sua produzione consta fra l’altro di due poemi in distici di settenari: IL TESORETTO e IL FAVOLELLO, dove emerge un preciso intento didattico e divulgativo, volto alla formazione culturale della classe dirigente comunale.

EQUIPO REALIDAD

LUCCA 1220 ca. – 1290 ca. (muore prima del 1300)

Notaio e poeta, la sua produzione consistente in canzoni, sonetti, ballate e discordi, costituisce un tramite importante fra scuola siciliana e Stilnovo.

ESPRESSIONISMO ASTRATTO GEOMETRICO

VENEZIA 1254 – 1324

Mercante veneziano, giunse fino in Cina, dove conobbe il gran Khan Qubilai, per il quale svolse importanti missioni diplomatiche. Fatto prigioniero nel corso di una guerra tra Venezia e Genova, nelle carceri genovesi conobbe un letterato, Rustichello da Pisa, cui dettò il resoconto dei suoi viaggi. Seguendo l’uso medievale, il titolo dell’opera, che si pone alla confluenza di generi disparati: la cronaca, il romanzo d’avventure, il manuale di mercatura, fu scambiato con il nome dell’autore, anzi con il soprannome dato alla sua famiglia, quello di EMILIONE.

FLUXUS

Non si hanno precise indicazioni biografiche.

Non fu aristocratico, poiché non è citato con il titolo di messere. Fu poeta colto, nonostante la predilezione per i generi più dimessi, come la canzonetta di stile medio, il discordo, la canzone di commiato. Di lui restano 8 componimenti poetici, quasi tutti in metro breve, nei quali mescola la passionalità immediata a temi di natura provenzale e cortese.

FORMA UNO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

FRONTE NUOVO DELLE ARTI

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

FUNK ART

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRAV

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO DEGLI OTTO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO DVIZDJENJE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO IL MILIONE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO N

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO NUL

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO OHO

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO ORIGINE

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO T

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO ZERO

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GUTAI

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HARD EDGE

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INDEPENDENT GROUP

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IPER REALISMO

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LES FAUVES

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LETTRISMO

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MAC

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INESPRESSIONISMO

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IPER REALISMO

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

LES FAUVES

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

LETTRISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MAC

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MACCHIAIOLI

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MAGICO PRIMARIO

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MAIL ART

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METAFISICA

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MONO-HA

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NABIS

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NEOCUBISMO

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NEO IMPRESSIONISMO

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NEOPLASTICISMO / DE STIJIL

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NEW DADA

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NON FIGURATIVI ITALIANI

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NOUVEAU REALISME

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NOVECENTO

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NUCLEARISMO

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NUOVA FIGURAZIONE

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NEUE SACHLICHKEIT

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NUOVI SELVAGGI
NEUEN WILDEN

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NUOVI NUOVI

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BERLINER SECESSION - NUOVA SECESSIONE DI BERLINO

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NUOVO FUTURISMO

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ORFISMO

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PATTERN & DECORATION

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POESIA VISIVA

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POINTILLISME

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POP INGLESE

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POP ITALIANO

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POST PAINTERLY ABSTRACTION

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POST TRANSAVANGUARDIA

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POST-HUMAN

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PURISMO

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RAGGISMO

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REALISMO

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REALISMO MAGICO

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REALISMO SOCIALISTA

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SCUOLA DI NEW YORK

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SCUOLA DI 
PONT-AVEN

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SCUOLA ROMANA

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SECONDO FUTURISMO

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SINCRONISMO

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SOUND ART

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SPAZIALISMO

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STREET ART

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SUPREMATISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

SYSTEMS ART

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TRANSAVANGUARDIA

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

VORTICISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

WIENER AKTIONISMUS

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

SCUOLA DI SAN LORENZO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MARINA ABRAMOVIC

“La performance è una costruzione mentale e fisica nella quale io entro, di fronte a un pubblico, in uno specifico tempo e luogo. Solo allora avviene la performance; è basata sulla quantità di energia. È molto importante che sia presente un pubblico; non potrei farlo in privato e non avrei l’energia per farlo. Per me è cruciale che l’energia venga effettivamente dal pubblico e si traduca attraverso di me: io la filtro e la lascio tornare al pubblico. […] Non è solo una questione di emozioni. La performance art è una delle forme d’arte più difficili. Devi essere presente qui e ora, al cento per cento. Se non lo sei, il pubblico si comporterà come un cane: loro sentono l’insicurezza e, semplicemente, se ne vanno.”

MATTHEW BARNEY

“Lavorare con una forma espressiva come il film significa in qualche modo superare la barriera del mondo dell’arte, proprio come ha fatto Andy Warhol. Sicuramente lui può essere un esempio per me in questo senso”

“La mia realtà personale di certo è stata modificata, sperimentando l’arte sulla mia pelle”

JOSEPH BEUYS

«La mia idea è di dichiarare che l’arte è l’unica possibilità di evoluzione, l’unica possibilità di cambiare la situazione nel mondo. Ma poi è necessario allargare l’idea dell’arte per includere tutta la creatività. E se lo si fa, ne consegue logicamente che ogni essere vivente è un artista – un artista nel senso che può sviluppare le proprie capacità. E quindi è necessario inizialmente che la società si preoccupi del sistema educativo, che sia garantita l’uguaglianza di opportunità per l’autorealizzazione.»

 

Le azioni concettuali, le installazioni, le performance sociali, naturalistiche ed ambientalistiche, diventano per l’artista tedesco un impegno morale, didattico e politico. Attraverso le sue opere, trascendenti e geniali, e gli oggetti, Beuys vuole generare consapevolezza critica nel pubblico, suscitare in ognuno una propria personale percezione del valore dell’arte, ricongiungendosi al pensiero di Goethe: “Una volta assicurata l’esistenza, l’uomo è creativo…La creatività non è il monopolio degli artisti. Quando dico ognuno è un artista, significa che ognuno può determinare il contenuto di vita nella sua sfera particolare. L’arte è gesto pregnante ed esperienziale di una energia cosmogonica che rende necessaria l’azione.”

GEORGES BRAQUE

«Quando gli oggetti scomposti in frammenti apparvero nel dipinto intorno al 1909; questo per me era un modo per avvicinarmi all’oggetto … La frammentazione mi ha aiutato a stabilire spazio e movimento nello spazio.»

PAUL CÉZANNE

“Per un Impressionista dipingere la natura non significa dipingere il soggetto, ma concretizzare sensazioni.”

“Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.”

“La tesi da sviluppare è, qualsiasi sia il nostro temperamento o capacità di fronte alla natura, riprodurre ciò che vediamo, dimenticando tutto quello che c’è stato prima di noi. Il che, penso, permette all’artista di esprimere tutta la sua personalità, grande o piccola.”

 

È il primo artista che sistematicamente e di proposito affronta, vìola e ristruttura i cardini della prospettiva tradizionale inaugurando la contemporaneità. È l’artista più influente e maggiore fra quanti, nella contemporaneità, si sono occupati del problema di come rappresentare la percezione e l’intellezione dello spazio. È il primo e il più rigoroso nell’abbattere i criteri “moderni” di rendere su una superficie piatta l’illusione, l’immagine virtuale di uno spazio a tre dimensioni. Nel 1907 gli fu dedicata una imponente retrospettiva commemorativa, che sconvolse un’intera generazione di nuovi artisti (tra cui Picasso e Modigliani), pose le basi del cubismo ed aprì le strade alle avanguardie artistiche del ‘900.

SALVADOR DALÍ

BARBERINO IN VALDELSA (FI) 1370 ca. – FIRENZE 1432

• Cantore di piazza, tradusse e rielaborò molti romanzi francesi tratti dalle leggende del ciclo carolingio e bretone, arricchendoli di particolari avventurosi ed eliminandone il primitivo carattere aristocratico e militare, per adattarli alle esigenze di un pubblico borghese. Tra i più famosi sono: I REALI DI FRANCIA, GUERIN MESCHINO.

MARCEL DUCHAMP

FIRENZE 1320 ca. – 1370 ca.

• Discendente da una famiglia di giudici, esercitò la mercatura e forse ricoprì anche qualche incarico pubblico. Scrisse un LIBRO DI BUONI COSTUMI, una raccolta di precetti di ordine morale e comportamentale senza ordine preciso, ad uso dei mercanti.

LUCIO FONTANA

MASSA MARITTIMA (GR) 1380 – L’AQUILA 1444

• Di nobile casato, non compì studi regolari, ma si occupò di diritto, di lettere e di filosofia. Entrò quindi nell’Ordine dei francescani minori, di cui fu vicario generale; processato come eretico, ottenne l’assoluzione. Fu autore di trattati in latino ed in volgare e con le sue prediche rinnovò la letteratura ascetica in lingua volgare.

PAUL GAUGUIN

SIENA 1347 – ROMA 1380

• Figlia di un tintore, fece parte dell’Ordine laico delle Mantellate domenicane e si impegnò a favore delle riforme della Chiesa e del ritorno dei papi dall’esilio avignonese. Per lungo tempo analfabeta, dettò ai discepoli il DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA in cui affronta argomenti dottrinari, ed inviò più di 300 lettere a papi, re, umili e potenti, in cui il contenuto mistico si mescola a quello politico, nel tentativo di promuovere soluzioni ai problemi del suo secolo.

KEITH HARING

FIRENZE 1362 – 1435

• Gregorio Dati fu scrittore, storico, mercante e partecipò alla vita pubblica fiorentina ottenendo numerosi incarichi e magistrature. Scrisse una sorta di libro di memorie cui diede il titolo di LIBRO SEGRETO, denominazione usata per i registri delle compagnie mercantili in cui si annotavano le forme di accordo sulla divisione degli utili tra i partecipanti; scrisse inoltre una ISTORIA DI FIRENZE DAL 1346 AL 1406 e un poemetto astronomico.

DAMIEN HIRST

SIENA 1339 ca. – 1422

• Priore del convento di Lecceto, fu autore di exempla: ASSEMPRI, in cui cerca di avvalorare una visione della vita basata sulla lotta tra bene e male.

FRIDA KAHLO

PISA 1305 ca. – VERONA 1367 ca.

• Discendente dalla dinastia ghibellina degli Uberti scacciata da Firenze nel 1267, si adoperò per la restaurazione del potere imperiale in Italia. Fu autore di canzoni politiche, di liriche amorose e di un poema allegorico in terzine: DITTAMONDO, viaggio immaginario nei tre continenti, che si avvale di un’autonoma rielaborazione delle conoscenze geografiche e scientifiche di età medievale.

VASILIJ KANDINSKIJ

FIRENZE 1371 – 1444

• Rimasto orfano a tre anni, ebbe un’infanzia difficile a causa dell’aridità dei parenti e della dura disciplina dell’apprendistato mercantile. Iscritto all’Arte della Lana, si occupò di tintura di panni e di cambi monetari; partecipò attivamente alla vita politica di Firenze di cui fornisce uno spaccato nel suo libro di memorie: RICORDI.

GUSTAV KLIMT

FIRENZE, tra XIV e XV sec.

• Di nobile famiglia, fece parte di una legazione presso papa Bonifacio IX in qualità di ambasciatore del Comune di Firenze. Nel 1348, su incarico del vescovo di Volterra, compilò una relazione: VIAGGIO IN TERRA SANTA, in cui si fornisce una ricca documentazione geografica, etnografica ed economica dei luoghi visitati.

SOL LEWITT

VENEZIA 1388 – 1446

• Figlio di un patrizio veneziano, fu poeta, letterato ed umanista; svolse inoltre una brillante carriera politica che lo portò a capo del Consiglio dei Dieci, infine a rivestire la carica di Procuratore di San Marco. Nei componimenti poetici, alcuni dei quali musicò egli stesso, il lessico colto ed elegante si fonde con originalità a toni popolari.

RENÉ MAGRITTE

FIRENZE, 1345 ca. – 1392

• Le scarse notizie su di lui attestano che nel 1348 fu incaricato con altri di compiere un viaggio in Terrasanta, allo scopo di fornire informazioni su quelle regioni e che assieme a Leonardo Frescobaldi fu coautore della relazione VIAGGIO IN TERRA SANTA.

PIERO MANZONI

FIRENZE 1396 – NAPOLI 1459

• Conoscitore delle lingue greca ed ebraica, tradusse in latino opere di Aristotele; rappresentò Firenze presso varie corti italiane ma, per contrasti con Cosimo de’Medici, fu in esilio a Roma ed a Napoli. Scrisse in latino un’opera apologetica della fede cattolica ed un trattato, DE DIGNITATE ET EXCELLENTIA HOMINIS, in cui ribalta molti aspetti della religiosità medievale, poiché invece di disprezzare, celebra la dimensione terrena e mondana della vita.

PIETER MONDRIAN

PRATO 1350 – FIRENZE 1412

• Notaio e uomo d’affari, fu tra i creatori di una istituzione filantropica: Ceppo dei poveri, ancora fiorente a Prato. Le sue LETTERE, di cui oltre 400 indirizzate ad un suo cliente, il mercante Francesco di Marco Datini, disegnano un quadro esauriente di costume e di mentalità mercantile, prezioso per la conoscenza della vita italiana nel Trecento.

EDVARD MUNCH

FIRENZE 1302 ca. – 1357

• Frate dell’Ordine domenicano, studiò a Parigi ed insegnò anche a Roma; fu vicario generale della diocesi fiorentina fra 1350 e 1352. In SPECCHIO DI VERA PENITENZA, un trattato sulla penitenza avvalorato da exempla volti ad incutere il terrore del peccato, avviò la pratica di sottoporre le prediche a rielaborazione letteraria.

PABLO PICASSO

“Parlano di naturalismo in opposizione alla pittura moderna. Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha mai visto un’opera d’arte naturale. Natura e arte, essendo due cose distinte, non possono essere la medesima cosa. Con l’arte esprimiamo la nostra concezione di ciò che non è natura.”

 

“Molti pensano che il cubismo sia un’arte di transizione, un esperimento che deve produrre ulteriori risultati. Chi pensa così non ha compreso il cubismo. Il cubismo non è un seme o un feto, ma un’arte che si occupa essenzialmente di forme, e quando una forma è realizzata, è là a vivere la sua propria vita.”

 

…Picasso scriveva pittura come gli altri bambini scrivevano l’abbiccì. I suoi disegni non erano di cose vedute ma di cose espresse, insomma erano parole, per lui; il disegno fu sempre il suo solo modo di parlare, e lui parlava moltissimo. …Egli è pittore, assolutamente, decisamente pittore; il suo senso della “materia” sarebbe sufficiente ad attestarlo; come tutti i pittori veri adora il colore per quello che è; dunque ogni materia ha il proprio colore. Ogni soggetto lo fa innamorare, e tutto per lui è soggetto: il protendersi furibondo verso la luce dei fiori fuori dal vaso e l’atmosfera luminosa che danza intorno, il brulichio variopinto della folla, il prato di un ippodromo, la sabbia infuocata di un’arena da corride.

JACKSON POLLOCK

“La mia pittura non nasce sul cavalletto. […] Sul pavimento mi sento più a mio agio, più vicino, più parte del quadro; posso camminarci intorno, lavorarci da quattro lati diversi, essere letteralmente dentro il quadro. […] Quando ci sono dentro, nel mio quadro, non mi rendo conto di quel che sto facendo. È soltanto dopo un certo periodo, impiegato a, come dire, “far conoscenza”, che riesco a vedere che direzione ho preso. E non ho paura di far cambiamenti, e neanche di distruggere l’immagine perché so che i il quadro ha una vita sua e io non cerco che di farla venir fuori.”

 

“Il talento di Pollock è vulcanico, ha il fuoco, imprevedibile, indisciplinato. Dilaga in una prodigalità minerale non ancora cristallizzata, lavico, esplosivo, caotico. I giovani artisti, soprattutto in America, sono troppo preoccupati dell’opinione altrui. Ci servono giovani che dipingano per un impulso interiore senza dar retta al critico o allo spettatore; pittori che rischino di sbagliare una tela per fare qualcosa a modo loro. Pollock è uno di questi.” “Quando sono dentro i miei quadri non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di presa di coscienza mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti, di rovinare l’immagine, perché l’immagine vive di vita propria.”

GEORGES SEURAT

“Più saremo, più perderemo di originalità, e il giorno in cui tutti adotteranno questa tecnica, essa non avrà più alcun valore e si cercherà qualcosa di nuovo, cosa che sta già accadendo. È mio diritto pensare così e dirlo, perché dipingo per cercare del nuovo, una pittura mia.”


“Vedono della poesia in quello che faccio; io in realtà applico solo un metodo e questo è tutto.”


“Alcuni dicono che vedono la poesia nei miei quadri. Io vi vedo solo la scienza.”

HENRI TOULOUSE-LAUTREC

“Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intellegibile il carattere della figura.”

“Non so cosa accade se tieni a freno la penna, ma quando la mia matita si muove, è necessario lasciarla andare, oppure… bloccarla. Niente di più.”

 

“I suoi ritratti sono confessioni: una carrozza che corre sulla strada bianca è tutta l’eleganza d’un mondo e di un’epoca; i suoi cavalli non hanno soltanto la vita, hanno la razza. Ciò che lo interessa non è la struttura fisica degli esseri e delle cose; e nemmeno ciò che una sensibilità comune può scorgere delle loro scorze esterne: è quel nonnulla, quel quid che è l’’aria’ personale di ciascuno, il timbro indefinibile che fa riconoscere una voce tra mille. Possiamo vedere in Lautrec l’osservatore del suo tempo che ha tracciato una immagine sempre più intima, sempre più libera da ogni convenzione…” J. Laran, L’Estampe, 1959

VINCENT VAN GOGH

“Nell’arte bisogna avere un’idea madre, esprimerla in modo eloquente, conservarla dentro di sé e comunicarla agli altri con forza come l’impronta di una medaglia… L’arte non è una partita di piacere. È una lotta, un ingranaggio che tritura… non sono un filosofo, non voglio sopprimere il dolore, né trovare una formula che renda stoici o indifferenti. Il dolore è, forse, quello che fa esprimere più fortemente gli artisti.”

 

“Devo prevenirti che tutti troveranno che io lavoro troppo in fretta. Non ci credere affatto. Non è forse l’emozione, la sincerità del sentimento della natura che ci guida? E se queste emozioni sono talvolta così forti che si lavora senza accorgersi che si lavora, quando a volte le pennellate vengono con un seguito e dei rapporti fra loro come le parole in un discorso o in una lettera, bisogna allora ricordarsi che non è sempre stato così e che nell’avvenire ci saranno pure, purtroppo, giorni grevi, senza ispirazione. Bisogna perciò battere il ferro mentre è caldo e mettere da parte le sbarre fucinate.”

ANDY WARHOL

«Le persone continuano a desiderare figure fetish […] Questa è pop art. C’era un’enorme resistenza all’espressionismo astratto […] la pop art è stata una reazione a ciò, perché i bambini non possono dipingere l’espressionismo astratto se non hanno meno di cinque anni. […]  le persone amano una parola immediatamente riconoscibile […] Non mi interessa affatto la cultura. Una volta che un’opera d’arte è entrata nella cultura, è morta.»

 

“Tutti hanno una propria America, tutti hanno frammenti di un’America immaginaria che credono sia là fuori e che non possono vedere. Quando ero piccolo non mi sono mai mosso dalla Pennsylvania, immaginavo cose che credevo stessero capitando nel Midwest o nel sud, o in Texas, cose che sentivo che stavo perdendo. Ma si può vivere solo in un luogo alla volta. E la tua vita, mentre ti accade, per te è priva di atmosfera finché non diventa memoria. Per questo gli angoli immaginari dell’America sembrano così densi di atmosfera, perché li hai messi insieme da scene di film, da canzoni, frasi di libri, e vivi tanto nella tua America da sogno, fatta d’arte, smancerie ed emozioni, quanto nella tua America reale.”

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