Correnti Letterarie del Secolo XVIII

TRATTATISTICA LETTERARIA

Nella prima metà del Settecento l’Italia partecipò al movimento illuministico europeo, che vide nella ragione lo strumento per liberare l’uomo dal pregiudizio, avviandolo verso una società giusta e felice. Nella trattatistica letteraria, la ricezione delle istanze illuministiche fu in taluni casi moderata o esteriore, dando luogo ad una linea arcadica, che si oppose al barocco – considerato espressione di decadenza – per affermare una poesia modellata sulla lezione dei classici, e tuttavia dotata di razionalità e di chiarezza comunicativa. Da altri l’illuminismo fu recepito come apertura critica alla realtà ed espresse la volontà di rinnovare la vita intellettuale in direzione dell’impegno morale e civile, ma anche di ripudiare ogni sterile retorica senza sopprimere i diritti della fantasia. Durante il trentennio che precedette le rivoluzioni francese e americana, si affermò invece una linea neoclassica in cui, svanita ogni fiducia in una ragione apportatrice di giustizia e di felicità, abbandonato l’impegno morale e civile, gli intellettuali distolsero lo sguardo dai problemi della società e teorizzarono la necessità di scandagliare le pieghe più oscure della coscienza individuale, le sue lacerazioni, la sua assoluta aspirazione alla felicità.

TRATTATISTICA: STORIOGRAFIA LETTERARIA

Nel corso del Settecento fiorirono gli studi degli eruditi, che si sforzarono di intervenire sulla realtà contemporanea ricercando le lontane matrici del presente. Essi infatti raccolsero dati e documenti per costituire cataloghi e repertori di vario argomento, tuttora preziosi per la conoscenza della storia giuridica, istituzionale o letteraria italiana.

TRATTATISTICA POLITICA

Nel corso del Settecento si ebbe un generale spostamento di interessi verso i problemi dell’uomo e verso le scienze centrate sull’uomo. Nella prospettiva laica dell’illuminismo, l’uomo era visto come appartenente nella sua totalità al mondo terreno. Per questo motivo assumevano nuova valenza sia l’analisi del rapporto individuo -società, sia la ricerca della pubblica felicità, cioè di una felicità condivisibile dal maggior numero di persone e fondata su una corretta giustizia sociale, sia infine l’analisi del rapporto natura -società, ovvero di come gli esseri umani si evolvano nel corso del tempo e della storia. Questi temi assunsero un ruolo centrale in alcuni settori tradizionali di studio, come il diritto, la riflessione politica, l’economia, che si articolarono sempre più in discipline specifiche, come dimostrano le elaborazioni teoriche di Genovesi, Filangieri, Verri e Beccaria. Anche nella storiografia si cercò un nuovo approccio metodologico, che permettesse di rinvenire legami causali tra i fatti storici, così da individuare le loro leggi di svolgimento. In tale prospettiva si orientò la riflessione teorica di tre grandi storici italiani: Giannone, Muratori e Vico.

PROSA GIORNALISTICA

All’inizio del Settecento il termine giornalista indicava solo chi scriveva sui giornali, cioè su periodici di informazione culturale e libraria, diversi dalle gazzette, che erano organi di informazione politica. Il giornale fu uno strumento nuovo, che servì agli intellettuali, si pensi a Pietro Verri, per allargare ad un pubblico più ampio dibattiti teorici che venivano avviati contemporaneamente nei trattati, rivolti agli specialisti. Altri letterati come Bettinelli, Algarotti, Baretti usarono i giornali per divulgare la nuova cultura illuministica, riducendone tuttavia gli aspetti più nuovi ed autentici.

BIOGRAFIA

Il genere memorialistico fu assai frequentato nel Settecento. Si tratta di narrazioni a carattere documentario o narrativo, redatte da libertini, letterati o viaggiatori, che fornirono interessanti documenti della vita e della mentalità del secolo. Tali sono le memorie di Lorenzo Da Ponte, di Giuseppe Gorani, di Giacomo Casanova, ma anche le Lettere familiari di Baretti forniscono interessanti spaccati di ambienti e situazioni contemporanee. Una più attenta ricostruzione delle proprie scelte di vita si ha nelle autobiografie di Goldoni, Alfieri e Vico.

LIRICA: CLASSICISMO ARCADICO

Il primo Settecento fu caratterizzato da una poesia rispondente alla linea programmatica proposta dall’Accademia dell’Arcadia, fondata nel 1690 da Crescimbeni, Leonio, Zappi e Gravina. Regolando a suo modo l’esigenza di razionalità e di chiarezza comunicativa, l’Arcadia impose una nuova misura linguistica e stilistica, in cui si privilegiarono la struttura metrica della canzonetta, la sintassi semplice, un uso moderato della metafora, una facile cantabilità e l’elaborazione di un lessico meno vincolato alla tradizione petrarchesca, atto a nominare piccoli oggetti della vita quotidiana.

LIRICA: NEOCLASSICISMO

Il neoclassicismo fu un movimento culturale fiorito in età napoleonica (1780-1815) e caratterizzato da una struggente nostalgia per il mondo greco, riscoperto in Italia in occasione degli scavi archeologici di Ercolano che, riportando alla luce reperti di età ellenistica, offrivano esempi di quella grazia immota, esente da passioni, celebrata da J. Winckelmann nei suoi saggi sull’arte nell’antichità. In questa seconda metà del Settecento il neoclassicismo, contrassegnato da un gusto per l’allusione dotta, per le perifrasi, per le citazioni da autori classici di cui Savioli offrì eleganti saggi, si rifece ora ad una matrice oraziana, ora alla poesia notturna inglese.

LIRICA: PREROMANTICISMO

Il preromanticismo costituì una nuova sensibilità, languida e smorzata, che si affermò fra 1770 e 1815. Esso è riconducibile all’influsso esercitato in Italia dalla poesia notturna e sepolcrale tedesca ed inglese, permeata di classicismo, ma radicata in un patrimonio di miti e di mentalità, diverso da quello greco o latino. Rilevante fu anche l’influsso della poesie dello scozzese J. Macpherson, liberamente ispirata a frammenti di ballate del mitico cavaliere medievale Ossian, così come i temi diffusi dal movimento d’avanguardia Sturm und Drang, che esaltava il sentimento, il genio creativo del poeta, la spiritualità. In Italia, i temi e le modalità espressive di questi nuovi orientamenti vennero recepiti, ma in modo superficiale, per essere ricondotti ad una poesia ancora fortemente permeata di classicismo.

POEMI NARRATIVI EROICOMICI E SATIRICO DIDASCALICO

Il genere epico apparteneva all’ambito espressivo e comunicativo tradizionale, ma nel Settecento prevalse il genere eroicomico, che più era capace di accogliere le istanze polemiche e satiriche del secolo volgendole ad intenti moraleggianti. Gli esiti non furono di particolare rilievo, se si eccettua il poema satirico di Parini, mosso da intenti fortemente polemici e moralistici, che trovarono espressione in una scrittura elegante, ricca di sfumature sensoriali e di notazioni realistiche, che mostrano la compresenza di influssi del sensismo e del rococò.

FAVOLE E NOVELLE IN VERSI

Le favole e le novelle in versi si collegano strutturalmente al poemetto in ottave o in endecasillabi sciolti, assai diffuso nel Settecento. Le favole si rifecero al modello proposto da J. de La Fontaine, che aveva rielaborato l’antica favolistica orientale e classica, adattandola al classicismo in un’ottica razionalistica, con spunti di pungente ironia. Le novelle in versi si modellarono invece sulla struttura del poema cavalleresco o delle visioni di tradizione biblica o dantesca.

ROMANZO

Nato ai margini del sistema letterario ufficiale, nel corso del Settecento il romanzo fu utilizzato per rappresentare gli aspetti molteplici della società e per analizzare sentimenti e passioni degli individui. Oggetto di sperimentazione larga e diversificata in Francia ed in Inghilterra, il romanzo non ebbe larga diffusione in Italia, anche perché trovò ostacoli nell’ideologia classicista predominante. Il romanzo filosofico, sperimentato da Zaccaria Seriman non ebbe successo, mentre incontrò i favori del pubblico una produzione dominata dal gusto per l’avventuroso, che si colloca nella letteratura di consumo.

TEATRO: MELODRAMMA

Il melodramma, un genere teatrale che sviluppava l’elemento della spettacolarità, ricorrendo oltre che ai testi cantati, alla musica ed al ballo, fu oggetto nel Settecento di una riforma promossa da Metastasio e portata a compimento da Calzabigi e da Gluck. Metastasio cercò di rivendicare l’autonomia del testo poetico, cui la musica doveva fornire solo un commento sonoro. Calzabigi ricercò una maggiore coerenza fra il carattere dei personaggi e le loro vicende, ma anche una drammaticità totale, che doveva trovare espressione sia nelle parole che nella musica.

TEATRO: COMMEDIA

Alle soglie del Settecento il panorama della commedia italiana era caratterizzato da due orientamenti diversi, costituiti dalla commedia dell’arte che si fondava sulle capacità improvvisative degli attori, e da una commedia letteraria, che rielaborava la letteratura burlesca di tradizione cinquecentesca e che era destinata alla lettura piuttosto che alla rappresentazione. Questi due orientamenti trovarono una sorta di sintesi nella riforma della commedia attuata da Carlo Goldoni. Tuttavia, nel corso del secolo, si svilupparono anche tendenze diverse: quella rappresentata dalle opere di Pietro Chiari, che privilegiò trame avventurose, lontane dalla linearità che caratterizzava le commedie goldoniane, e quella rappresentata dalle opere del conte Carlo Gozzi, il quale inventò il genere delle fiabe teatrali, in cui l’invenzione fiabesca si esprimeva con leggerezza e genialità di invenzione.

TEATRO: TRAGEDIA

Il genere tragico, che nel teatro classico del Settecento francese raggiunse le sue punte più avanzate, trovò in Italia esiti altrettanto autorevoli solo nell’opera tragica di Vittorio Alfieri. Infatti le tragedie di Scipione Maffei, nonostante le numerose traduzioni e imitazioni risolsero spesso l’analisi delle passioni e dei conflitti in puro esercizio verbale, mentre gli esempi forniti da Alfieri, presentano un’originale tensione fra equilibrio classico e continue fratture del linguaggio e del verso, che risponde al suo tentativo di trarre alcune conseguenze estreme dalla critica illuministica alla tradizione ed al dispotismo.