ASTRATTISMO

“La linea geometrica è un ente invisibile. Essa è la traccia lasciata dal punto in movimento, quindi un suo prodotto. Essa è sorta dal movimento […] Qui ha luogo il salto dalla staticità al dinamismo. La linea costituisce […] la massima opposizione all’elemento pittorico primigenio il punto. […] ente immateriale. Dal punto di vista materiale il punto equivale allo zero. In questo zero sono però nascoste varie proprietà “umane”. […] Così il punto geometrico diviene l’unione suprema di silenzio e parole.”

da “Punto, linea, superficie” 

Vasilij Kandinskij

1973

CONCEPTUAL ART

“Nell’arte concettuale l’idea concetto è l’aspetto più importante del lavoro. Quando un artista utilizza una forma concettuale di arte, vuol dire che tutte le programmazioni e decisioni sono stabilite in anticipo e l’esecuzione è una faccenda meccanica. L’idea diventa una macchina che crea l’arte. Questo tipo di arte non è teorica o illustrativa di teorie; è intuitivo, è coinvolto con tutti i tipi di processi mentali ed è senza scopo. Di solito è libero dalla dipendenza dall’abilità dell’artista come artigiano.”

Sol Le Witt

1967

CUBISMO

“Il cubismo si differenzia dall’antica pittura perché non è un’arte d’imitazione, ma di pensiero che tende a elevarsi sino alla creazione. Nel rappresentare la realtà-concepita o la realtà-creata, il pittore può dare l’apparenza delle tre dimensioni, può, in certo qual modo, cubicizzare“

da “I pittori cubisti – meditazioni estetiche”

Guillaume Apollinaire

1913

ESPRESSIONISMO

“Con la fede in una evoluzione, in una nuova generazione di creatori e fruitori d’arte, chiamiamo a raccolta tutta la gioventù e, come gioventù che reca in sé il futuro, vogliamo conquistarci libertà d’azione e di vita, contro le vecchie forze tanto profonda- mente radicate. E dei nostri chiunque riproduca con immediatezza e senza falsificazioni ciò che lo spinge a creare” 

Ludwig Kirchner

ESPESSIONISMO ASTRATTO

“La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla […] è un metodo simile a quello degli Indiani dell’Ovest che lavorano sulla sabbia. Mi allontano sempre più dagli strumenti consueti del pittore come il cavalletto, la tavolozza, i pennelli, ecc. Preferisco la stecca, la spatola, il coltello, la pittura pura che faccio sgocciolare, o un impasto grasso di sabbia, di vetro polverizzato e di altri materiali.”

da “Possibilities 1”

Jackson Pollock

1947-48

FUTURISMO

“Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerarietà. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. […] Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità, […] Noi siamo i Primitivi di una nuova sensibilità completamente trasformata.„

Tommaso Filippo Marinetti

1909

HAPPENING

“Happening come assemblage di eventi che si svolgono in più di una situazione spaziale e temporale e un lavoro artistico attivato da un performer e partecipato da un pubblico che ne diventa, consapevolmente o meno, attore, in una composizione di naturali improvvisazioni aperte a incidenti come il suono di un clacson o una formazione di nuvole. Tutti protagonisti attivi e al contempo spettatori di un evento unico e irripetibile.”

Allan Kaprow

1966

IMPRESSIONISMO

“Va molto bene copiare quel che si vede; molto meglio disegnare quello che non si vede più, se non nella memoria: è una trasformazione in cui l’immaginazione collabora con la memoria, e così non si riproduce se non quello che vi ha colpiti, cioè l’essenziale. Allora i ricordi e la fantasia sono liberati dalla tirannia che esercita la natura. Ecco perché i quadri eseguiti in questo modo, da chi abbia una memoria esercitata e conosca i maestri e il mestiere sono quasi sempre opere considerevoli.”

Edgar Degas

INFORMALE

“Se la Forma lasciava all’artista tutte le possibilità della natura creatrice, l’Informale aveva però una nuova possibilità di trascendere dentro di essa, aprendo così un’infinità di nuove porte sugli indefiniti formali”

Michel Tapié

in Art Autre 1952 è il critico francese che dà a questa nuova tendenza il nome di informale o art autre, arte altra, sottolineando in questo modo la frattura con l’arte

precedente.

LAND ART

“Ogni pietra è diversa, come lo è ogni impronta delle dita, ogni nuvola, ogni getto, ogni camminata; e non si può entrare mai nello stesso fiume due volte. Un modo di sentire l’arte è quello di pensare che nel mio lavoro vi sia un profondo rapporto con i sensi, anche se la vita moderna ci sottrae a questi principi e a queste esperienze naturali. […] la mia opera è strettamente legata al mondo fisico dei nostri sensi. All’energia che da me sprigiona mentre agisco si somma quella naturale della acqua, del modo in cui scivola… ”

Richard Long

1994

MINIMAL ART

“L’immagine è il procedimento, il pennello, il modo con cui il quadro è fatto […]. La grandezza, lo spessore, il tipo di colore diventano immagine quando il quadro viene appeso alla parete, e diventa un oggetto. Se per immagine intendi una figura , un paesaggio, allora no, non c’è nulla di ciò nei miei quadri”

Robert Ryman

I miei dipinti si basano sul dato che solo ciò che può essere visto è effettivamente presente. […] Ciò che vedi è solo ciò che vedi.

Frank Stella 

MURALISMO

“La pittura murale è pittura sociale per eccellenza. Essa opera sull’immaginazione popolare più direttamente di qualunque altra forma di pittura […]. L’artista deve rinuncia a quell’egocentrismo che ormai non potrebbe che isterilire il suo spirito, e diventare un artista militante, cioè a dire un artista che serve un’idea morale e subordina la propria individualità all’opera collettiva.”

MANIFESTO DELLA PITTURA MURALE

Sironi, Campigli, Carrà e Funi

1933

NEO ESPRESSIONISMO

“Non voglio creare un mostro; voglio fare qualcosa che sia nuovo, … qualcosa che rimanda alla tradizione, ma è allo stesso tempo nuovo. […] L’artista non è responsabile nei confronti di nessuno. Il suo ruolo sociale è asociale … la sua unica responsabilità consiste nell’attitudine al lavoro che svolge.” “Comincio sempre con un’idea, ma mentre lavoro l’immagine prende il sopravvento. Poi iniziano le battaglie tra l’idea che ho concepito e l’immagine che lotta per la sua stessa vita.”

Georg Baseliz 

OP ART

“La posta in gioco non è più il cuore, ma la retina, e l’anima bella ormai è divenuta un oggetto di studio della psicologia sperimentale. I bruschi contrasti in bianco e nero, l’insostenibile vibrazione dei colori complementari, il baluginante intreccio di linee e le strutture permutate […] sono tutti elementi della mia opera il cui compito non è più quello di immergere l’osservatore […] in una dolce melanconia, ma di stimolarlo, e il suo occhio con lui”.

da “Il Manifesto Giallo”

Victor Vasarely

1955

POP ART

“Anche se il ‘Pop’ era dappertutto […] la maggior parte della gente lo dava ancora per scontato, mentre noi ne eravamo abbagliati – per noi era la nuova Arte. Una volta “pop”, non potrai più vedere un segno allo stesso modo. Nel momento in cui etichetti qualcosa, […] non puoi mai tornare indietro a vederla senza etichetta. Stavamo vedendo il futuro e lo sapevamo di sicuro … il mistero era sparito, ma lo stupore era appena iniziato.”

Andy Warhol

1963

SIMBOLISMO

“L’opera d’arte deve essere in primo luogo ideista, poiché il suo ideale unico sarà l’espressione dell’idea, in secondo luogo simbolista poiché esprimerà questa idea in forma, in terzo luogo sintetica poiché scriverà le sue forme, i suoi segni secondo un modo di comprensione generale, in quarto luogo soggettiva poiché l’oggetto non sarà mai considerato come un oggetto lì, ma come segno percepito dal soggetto, in quinto luogo, l’opera d’arte deve essere decorativa.”

Gabriel-Albert Aurier

1891

SURREALISMO

“Dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale. Il Surrealismo si fonda sull’idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sulla onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita.”

André Breton

1924

VIDEO ART

“Non ho mai considerato la televisione uno strumento informativo, narrativo, come in genere viene considerata. Io considero la televisione esattamente una materia, una materia come il marmo, la pietra, il carbone, la paglia, una materia con la quale l’artista può con delle manipolazioni creare un proprio mondo. Oggi abbiamo la fortuna di usufruire di nuovi materiali, uno di questi è il video, e io lo uso come un materiale, perciò niente di descrittivo, aneddotico, narrativo.”

Fabrizio Plessi

1998

ABSTRACTION-CRÉATION

Abstraction-création fu un movimento artistico internazionale attivo a Parigi dal 1931 al 1936, costituito da artisti provenienti da molteplici esperienze ma accomunati dall’impegno a promuovere la pura astrazione. Nato sotto l’impulso di T. Van Doesburg, A. Herbin e G. Vantorgerloo promuoveva l’arte non figurativa in tutte le sue tendenze, dal costruttivismo al neoplasticismo all’astrazione lirica, mediante esposizioni e la pubblicazione di cinque volumi dal titolo Abstraction-Création, art non figuratif. Artisti: NAUM GABO, ANTON PEVSNER, HANS ARP, PIET MONDRIAN, THEO VAN DOESBURG, EL LISSITZKY, VASARELY KANDINSKIJ, FRANTISEK KUPKA, ALBERTO MAGNELLI, WILLI BAUMEISTER, …

ACTION PAINTING

Movimento artistico d’avanguardia nato negli USA nel secondo dopoguerra e così denominato dal critico newyorkese Rosenberg nel 1952, in riferimento ad alcuni esponenti della New York School. Le lore opere erano create dalla carica gestuale dell’artista, immediata ed aggressiva, in cui la tela diventava “arena”. La tensione emotiva era registrata sul supporto, che veniva paragonato a un vero e proprio campo di battaglia, con la convinzione che non vi fosse confine netto tra arte e vita. Artisti: JACKSON POLLOCK, FRANZ KLINE, WILLEM DE KOONING, SAM FRANCIS, CLYFFORD STILL, PHILIP GUSTON, …

AMBIENT ART

Insieme di tecniche artistiche volte a ottenere l’esposizione di un’opera che consenta allo spettatore di vivere l’ambiente come un contesto spaziale, oltre la sua semplice accezione panoramico-naturalistica. L’opera è una sintesi estetica tra medium espressivo, sito e tempo. Ne deriva che il carattere multimediale (registrazione fotografica, video, sonora) diviene indispensabile per la fruizione dell’opera spesso concepita per trasformarsi in base alle condizioni del luogo o allo scorrere del tempo. Non è raro che tali lavori siano permeati da una forte coscienza ambientalista. Artisti: CHRISTO e JEANNE ClAUDE, JAMES TURRELL, CESARE PIETROIUSTI, RENÉE GREEN, MASSIMO BARTOLINI, GIUSEPPE PENONE, …

ART & LANGUAGE

Collettivo di artisti concettuali britannici che condividevano il desiderio di combinare idee e dibattiti intellettuali con la creazione artistica. Il primo numero del giornale del gruppo, Art-Language, fu pubblicato nel 1969. L’attività si concentra sulla ricerca di nuove tecniche e materiali valorizzando parallelamente l’utilizzo del testo. Si intuisce la critica al modernismo per il suo approccio storico e al minimalismo per la sua filosofia conservatrice. Influenzò l’arte concettuale negli Stati Uniti e nel Regno Unito. TERRY ATKINSON, DAVID BAINBRIDGE, MICHAEL BALDWIN, HAROLD HURRELL, …

ART DECÒ

Stile internazionale degli anni 20, affermatosi soprattutto nelle arti applicate, riguardò le arti decorative, l’architettura, la moda e le arti visive. Stile orientato verso una produzione di lusso, il cui “alfabeto” consisteva in linee curve e nette, predilezione per motivi floreali stilizzati e forme geometriche ricorrenti. Il tratto fluente si adattò via via a una disciplina grafica e a un più ricca serie di combinazioni. È caratterizzata dall’uso di materiali come alluminio, acciaio inossidabile, lacca, legno intarsiato, pelle di squalo o di zebra. ROMAIN DE TIRTOFF, LOUIS ICART, CHARLES CATTEAU, GIO PONTI, RENÉ JULES LALIQUE, UMBERTO BRUNELLESCHI, SONIA DELAUNAY, TAMARA DE LEMPICKA, …

ART NOUVEAU

Vasta corrente stilistica   internazionale sviluppatasi alla fine del secolo XIX ed esauritasi con la prima guerra mondiale. Riconoscibile dagli elementi figurativi caratterizzati da bidimensionalità, linearità, asimmetria, motivi fitomorfi e dalla sperimentazione di materiali come il ferro, la ceramica e il vetro. Supportava l’integrazione dell’arte nella società, pur lasciandola confinata a una concezione artigiana e estetizzante.  CHARLES MACKINTOSH, JAN TOOROP, CHARLES VOYSEY, VICTOR HORTA, ANTONI GAUDÌ, AUBREY BEARDSLEY, GUSTAV KLIMT, FERNAND KHNOPFF, ALFONS MUCHA, ÉMILE GALLÉ, CHARLES PLUMET, MICHAEL THONET, LOUIS MAJORELLE, LOUIS TIFFANY, …

ARTE BRUT

Espressione coniata nel 1945 da J. Dubuffet  per identificare una creatività spontanea, priva di sovrastrutture culturali o estetiche, tipica dei bambini o degli alienati mentali o, in generale, di soggetti non inclusi nel mercato dell’arte. La tendenza fu di riscoperta del valore estetico di manifestazioni artistiche primitive, infantili, ingenue, lontane da decifrazioni culturali tipicamente occidentali, ad esaltazione della libertà e della fantasia. JEAN DUBUFFET, ADOLF WÖLFLI, ALOÏSE CORBAZ, JEAN-MICHEL BASQUIAT, CARLO ZINELLI, FILIPPO BENTIVEGNA, …

ARTE CINETICA

Corrente internazionale, diffusasi verso la metà degli anni 50, basata sull’esplorazione a fini artistici del movimento sia apparente, attraverso un sapiente impiego di linee geometriche e accostamenti cromatici, sia reale, quando pro- vocato dall’intervento del pubblico, da un elemento naturale o da un ingranaggio o un motore.Gli artisti cinetici usano strutture solide ed opere ‘instabili’ in grado di provocare reazioni psicofisiche in chi vi interagisce. ALEXANDER CALDER, JESUS-RAFAEL SOTO, DAVID C. ROY, EUSEBIO SEMPERE, GEORGE RICKEY, MARTHA BOTO, MARINA APOLLONIO, …

ARTE CINETICA PROGRAMMATA ITALIANA

È stata denominata “l’ultima avanguardia” ed è un fenomeno nato nel 1952, quando l’artista Bruno Munari scrisse “Manifesto del macchinismo”, dove parla, con estrema ironia, delle macchine come di esseri viventi. L’arte cinetica produce opere  che sono aperte e programmate, nelle quali il movimento è fondamentale. Il moto in tali opere può essere reale, con l’apporto di meccanismi, oppure illusorio e ottico, ottenuto tramite effetti di luce. L’opera d’arte programmata ha un suo ritmo e prevede il coinvolgimento psicologico dello spettatore. BRUNO MUNARI, DAVIDE BORIANI, GABRIELE DE VECCHI, GIOVANNI ANCESCHI, GIANNI COLOMBO, GRAZIA VARISCO, ENZO MARI, …

ARTE DI RELAZIONE

Nota anche come Arte relazionale, fu una forma d’arte contemporanea che si sviluppò attorno alla metà degli anni novanta e prevedeva la partecipazione del pubblico alla costruzione o alla definizione dell’opera. Secondo il critico d’arte francese Nicolas Bourriaud fu “un insieme di pratiche artistiche che si fondano dal punto di vista teorico e pratico sull’insieme delle relazioni umane e del loro contesto sociale, oltre ad essere uno spazio indipendente e privato”. HENRY BOND, VANESSA BEECROFT, MAURIZIO CATTELAN, DOMINIQUE GONZALES-FOERSTER LIAM GILLICK, CHRISTINE HILL, CARSTEN HÖLLER, PIERRE HUYGHE, MILTOS MANETAS, JORGE PARDO, PHILIPPE PARRENO, RIRKRIT TIRAVANIJA, …

 

Nuova, ennesima frangia di artisti che concepiscono l’arte come partecipazione pubblica al fine di costruire e perfezionare l’opera nel momento stesso in cui la si vive. Un’approccio all’arte dai connotati spiccatamente sociali e politici che punta alla valorizzazione della creatività umana, l’elemento chiave attraverso cui l’artista, liberandosi dall’ossessiva ricerca estetica, gioca alla progettazione di strumenti e situazioni capaci di alimentare nuova creatività nel fruitore. In un simile processo l’arte si trasforma quindi in un luogo di scambio, di confronto, di relazione. L’opera perde quindi di importanza per dare spazio alla vitalità del flusso creativo e dell’incontro volto a generare nuove conoscenze. L’iniziativa di proliferazione e scambio culturale denominata Progetto Oreste nasce grazie al clima di “ossigenazione artistica” suggerito dall’arte relazionale.

ARTE POVERA

Espressione coniata dal critico Celant per un progetto italiano, ma di respiro internazionale, sul finire degli anni 60. Connotato dalla volontà dell’artista di camuffarsi e mescolarsi con l’ambiente, volgeva l’attenzione all’uso di componenti organiche, spesso per enfatizzare i processi naturali e l’energia vitale di elementi grezzi o, appunto, poveri. Artisti: GIOVANNI ANSELMO, ALIGHIERO BOETTI, LUCIANO FABRO, PIER PAOLO CALZOLARI, MARIO e MARISA MERZ, JANNIS KOUNELLIS, GIULIO PAOLINI, GIUSEPPE PENONE, MICHELANGELO PISTOLETTO, GILBERTO ZORIO, …

ARTE SOCIALE MESSICANA

Manifestazione più nota del muralismo in senso lato, nacque in Messico, negli anni ’20 dove la pittura si fece istintiva, legata alle radici pre-ispaniche, contrapposta all’aristocratica pittura da cavalletto e propose a tutti gli effetti una rivoluzione che riecheggiava quella politica in corso. I suoi intenti furono educativi, democratici e didattici, volti ad affermare una identità culturale messicana fino ad allora latente. Una tradizione che continua ancora oggi. DIEGO RIVERA, JOSÉ CLEMENTE OROZCO,  DAVID ALFARO SIQUEIROS, AURORA REYES FLORES, JORGE GONZÁLEZ CAMARENA, …

 

Movimento improntato a un programma poetico e ideologico tendente a dare all’arte un carattere e una finalità sociale. I muralisti rifiutarono la tradizionale pittura di cavalletto e ogni stile artistico al quale riconoscevano una valenza meramente estetica o intellettuale, proponendo invece la produzione di opere monumentali destinate al popolo e incentrate sulla realtà messicana, contemporanea (segnata dalle lotte sociali) e del passato. Dal 1930 il movimento divenne internazionale, estendosi in Argentina, Perù, Brasile, e giungendo fino negli Stati Uniti.

BAD PAINTING

Tendenza pittorica attorno al 1970 di alcuni pittori figurativi americani, osservati criticamente e poi seguiti da Marcia Tucker che ne favorì la prima esposizione. “Bad” fu utilizzato in senso ironico per il disprezzo verso la rappresentazione accurata e per il rifiuto di atteggiamenti convenzionali in arte, appoggiando invece la tendenza ad esaltare temi banali. CHRIS OFILI, AMES ALBERTSON, JOAN BROWN, EDUARDO CARRILLO, JAMES CHATELAIN, CHARLES GARABEDIAN, ROBERT CHAMBLESS HENDON, JOSEPH HILTON, NEIL JENNEY, …

BAUHAUS

Scuola d’arte fondata a Weimar dall’idea di W. Gropius di unire la scuola d’arti applicate con l’accademia d’arte e di ricomporre il rapporto tra arte e artigianato. È un neologismo coniato da Gropius mediante l’inversione della parola composta Hausbau: “costruzione di case”. Eliminata la rigida gerarchia dell’accademia, Gropius strutturò l’insegnamento su una serie di laboratori tenuti non da docenti ma da “maestri di forma”. Nel 1928 a Gropius nella direzione succedette H. Meyer a cui nel 1930 subentrò L. Mies van der Rohe con trasferimento della scuola a Berlino. WALTER GROPIUS, MARCEL BREUER, JOSEF ALBERS, MARIANNE BRANDT, LASZLÒ, MOHOLY-NAGY, OSKAR SCHLEMMER, …

BERLINER SECESSION - NUOVA SECESSIONE DI BERLINO

Movimento del 1910 creatosi a Berlino, sotto la guida di M. Pechstein. Rappresentò una rottura dalla precedente Secessione di Berlino (1898) e vi confluì la corrente Die Brücke per dar voce ad una nuova arte espressionistica, valutando l’impressionismo tedesco ormai un movimento conservatore. Mostrarono un tipo di pittura che si affidava completamente al colore per realizzare le proprie immagini contraddicendo ogni regola accademica. EMIL NOLDE,  PAUL KLEE, ALEXEJ VON JAWLENSKY, VASILIJ KANDINSKY, GABRIELE MÜNTHER, ALFRED KUBIN, …

BODY ART

È il corpo dell’artista a divenire il mezzo espressivo in questa corrente artistica tipica degli anni 60 e 70. Affondò le sue radici nella provocazione dada e negli happening americani della decade precedente e prevedeva l’allestimento di performance a forte impatto visivo ed emotivo con la presenza fisica dell’artista e il coinvolgimento del pubblico. Lo scopo era principalmente offrire un’esperienza spinta e provocatoria del corpo, investigando stereotipi sessuali, culturali e relazioni sociali, travalicando i confini delle possibilità corporee con interventi spesso violenti e dolorosi. Artisti: VITO ACCONCI, GINA PANE, CHRIS BURDEN, HERMANN NITSCH, OTTO MUEHL, GÜNTER BRUS, ANA MENDIETA, MARINA ABRAMOVIC, YOKO ONO, …

CHIARISMO

I chiaristi non costituirono una “scuola”; un “programma” o un “gruppo” ma espressero un’autonoma ricerca individuale intorno agli umori antinovecentisti che sia a Torino sia a Roma andavano sviluppandosi. L’ambiente culturale milanese fu coinvolto dalla volontà d’azione del critico Edoardo Persico intorno al 1929. La ricerca cromatica legata ai valori luminosi si stacca così da ogni severo plasticismo, seguendo una necessità di candore interiore. I chiaristi dissolvono il senso del volume, della linea e del colore che il Novecento aveva costruito e perseguono un’atmosfera di fiaba e di leggerezza. Vi è un ritorno del plein air e l’attenzione verso l’impressione dell’occhio. Artisti: UMBERTO LILLONI, ANGELO DEL BON, FRANCESCO DE ROCCHI, ADRIANO SPILIMBERGO, CRISTOFORO DE AMICIS, ATTILIO ALFIERI, …

COBRA

Movimento artistico fondato a Parigi nel 1948. La sigla è formata dalle iniziali di Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam, ovvero le città dei fondatori. Fu confluenza di associazioni già esistenti, che spingevano per l’attraversamento di frontiere fisiche e culturali. Di spicco l’interesse per gli archetipi culturali, le espressioni primitive e popolari, l’approccio etnografico, la predilezione alla gestualità e la figurazione fantastica. La loro fu un’arte provocatoria che rivendicava il diritto al piacere edonistico del gesto creativo risolto in un esasperato neoespressionismo materico. KAREL APPEL, CONSTANT, ASGER JORN, GUILLAUME CORNEILLE, ELSE ALFETL, EJLER BILLE, HENRY HEERUP, EGILL JACOBSEN, CARL-HENNING PEDERSEN, … 

CONCETTUALISMO MOSCOVITA

Corrente artistica dei primi anni ’70 del Novecento russo. Seguì le influenze occidentali (come l’opera di Joseph Kosuth) curando anche le specificità sociali ed esistenziali del contesto in cui si trovò ad operare. Il fulcro si spostò così dall’oggetto artistico, raffigurato senza alcun intento estetico, all’idea, alla componente filosofica e al concetto che esso rappresentava, nonché al pubblico, parte integrante dell’esperienza grazie ai nessi logici che lo spettatore era chiamato ad intessere. Artisti: VSEDOLOD NEKRASOV, DMITRIJ PRIGOV, VIKTOR PIVOVAROV, IL’JA KABAKOV, LEV RUBINšTEJN, VLADIMIR SOROKIN, TIMUR KIBIROV, …

 

Parallelamente alle tendenze concettuali generate ad occidente, sulla sponda sovietica si sviluppa un movimento analogo che sfrutta però dinamiche differenti, disancorate dall’ondata modernista che solcava le acque del liberismo. Il movimento rivendica una propria intima filosofia dell’arte, mantenendo una impronta marcatamente moscovita ed imponendo il proprio status di arte “non ufficiale”. L’interesse viene orientato verso l’analisi delle problematiche interne ai meccanismi dell’arte, ponendo in cima alle priorità la descrizione dell’oggetto rispetto all’oggetto stesso e liberandosi dai vincoli dettati dai principi etici. Il suo influsso favorisce la crescita della soc-art, ovvero la risposta socialista alla pop-art americana.

CORRENTE

“Corrente di vita giovanile”, o più in breve “Corrente”, è il nome del quindicinale nato nel 1938 per iniziativa del pittore Ernesto Treccani. Si trattava di un foglio che raccoglieva le speranze di giovani artisti italiani e si pose come un fronte per la libertà della arte contro la dittatura culturale. Con un’attenzione acuta per gli aspetti della vita quotidiana, il tema più sentito fu quello della guerra, rappresentata indirettamente. RENATO GUTTUSO, ERNESTO TRECCANI, RENATO BIROLLI, GIUSEPPE MIGNECO, ITALO VALENTI, BRUNO CASSINARI, A. BADODI, ENNIO MORLOTTI, EMILIO VEDOVA, ….

 

Rifiutava da un lato il classicismo di Novecento con i suoi connotati celebrativi, dall’altro l’intellettualismo dell’arte astratta. Ansiosi di dare voce attraverso nuovi mezzi espressivi al proprio impegno politico e sociale, gli esponenti del movimento affrontarono temi principalmente legati alla vita quotidiana e ai drammi della guerra mettendo a punto un linguaggio artistico che risentiva dell’esempio di Picasso, del post-impressionismo, dell’espressionismo e dei fauve.

COSTRUTTIVISMO

Nel costruttivismo confluiscono più tendenze della avanguardia Russia contro l’estetica borghese. L’arte era vista come strumento di azione rivoluzionaria che esaltava il rapporto con l’industria e la sperimentazione tecnologica.  Si proponeva di creare un’arte nuova, vicina alle masse, attraverso l’impiego di tecniche e materiali derivati dallo sviluppo industriale. Il termine fu impiegato per la prima volta nel 1913 dal critico N. Punin in merito al lavoro di V. E. Tatlin, che, rifacendosi al cubofuturimo, mirava ad un’arte “del presente” e “collettiva”, scevra da frivolezze. ALEKSANDR MICHAJLOVIC, VLADIMIR EVGRAFOVIC, NAUM GABO, JOAQUIN TORRES GARCIA, KATARZYNA KOBRO, …

 

Si proponeva di creare un’arte nuova, vicina alle masse, attraverso l’impiego di tecniche e materiali derivati dallo sviluppo industriale. Al pari della tecnologia, l’arte avrebbe dovuto essere fonte di progresso sociale. L’arte esalta una nuova classe sociale fondata sul proletariato, destinata a ricostruire il paese su basi democratiche, superando i canoni borghesi dell’arte ottocentesca celebrativa e rappresentativa.

CRACKING ART

Movimento artistico nato nel 1993 che realizza  installazioni, con l’intento di intervenire sulla realtà attraverso l’impegno sociale e ambientale. Cracking è il processo usato nella lavorazione del petrolio, base per migliaia di prodotti tra cui la plastica. Il movimento sfrutta la contrapposizione tra materia naturale e artificiale. Natura, concetto cardine della loro filosofia, si realizza nell’utilizzo di plastica riciclata per forgiare le opere, costitute in prevalenza da riproduzioni di coloratissimi animali collocati preferibilmente in luoghi pubblici accessibili a chiunque. OMAR RONDA, ALEX ANGI, RENZO NUCARA, MARCO VERONESE, CARLO RIZZETTI, KICCO.

CUBOFUTURISMO / GILEJA

Gileja è la regione della Crimea dove Burljuk (fondatore con Kamenskij) aveva casa. Fu un gruppo di poeti e artisti d’avanguardia russi che tra il 1912 e il 1915 elaborarono un linguaggio espressivo basato su suggestioni tipiche del cubismo francese e del futurismo italiano.  La pittura, sebbene senza obiettivi comuni e non uniforme tra gli artisti del gruppo, si presentava con effetti “cinetici”, articolata da più punti di vista. DAVYD DAVYDOVYC BURLJUK, VASILIJ VASIL’EVIC, VLADIMIR VLADIMIROVIC MAJAKOVSKIJ, KEMENSKJI, V. E. TATLIN, K. S. MALEVIC, M. F. LARINOV, …

DADAISMO

Movimento sorto a Zurigo nel 1916 e diffusosi ben presto in Europa (in particolar modo in Germania e a Parigi) che ruppe le fondamenta dell’arte inteso come prodotto di un’attività manuale e ben finalizzata. Connotato da linguaggi ed estetica provocatori volti al diniego dell’accademismo e dei valori razionali a favore dell’iconoclastia, dell’istinto e della poetica del caso. Famosi i ready-made: oggetti reali, non prodotti con finalità estetiche, presentati come capolavori. L’opera poteva essere pertanto qualsiasi cosa: posizione che portava alla conclusione che nulla era arte. TRISTAN TZARA, JEAN ARP, EMMY BALL HENNINGS, SOPHIE TAUBER ARP, HENRIETTE RITCHTER, MARCEL JANCO, RICHARD HUELSENBECK, FRANCIS PICABIA, MARCEL DUCHAMP, …

 

“Dada non è un assioma, è uno stato mentale indipendente da ogni scuola e da ogni teoria. Non si può capire Dada, lo si deve sperimentare… Dada è qualcosa d’immediato e di ovvio… La parola Dada simboleggia la più primitiva forma di relazione con la realtà dell’ambiente; con il dadaismo una nuova realtà sorge in se stessa. La vita appare con un groviglio simultaneo di rumori, colori e ritmi spirituali, che viene accolto senza modifiche nell’arte dada, con tutti i suoi urli sensazionali e la febbricitante instancabile psiche e in tutta la sua bruta realtà.”

DAU AL SET

In catalano “la settima faccia del dado”. Gruppo artistico e letterario sorto a Barcellona nel 1948 attorno all’omonima rivista antifranchista di impronta dadaista e surrealista, sviluppò uno stile proprio e polivalente. Attratto dal fascino inafferrabile dell’esoterismo, dall’enigma, dalla magia e dall’ intensità del mistero che sempre ha aleggiato nelle opere di questi artisti. Dinamizzò la cultura e la società catalane schiacciate dal franchismo affermandosi come punto di riferimento dell’arte resistenziale spagnola. ANTONI TAPIES, JOAN BROSSA I CUERVO, ARNAU PUIG, MODEST CUIXART, JOAN PONC, JOAN JOSEP THARRATS, JUAN EDUARDO CIRLOT, …

DER BLAUE REITER

“Il cavaliere azzurro”: associazione di artisti costituita a Monaco nel 1911 e attiva fino allo scoppio della prima guerra mondiale, la cui influenza fu decisiva per i decenni successivi. Priva di intenti programmatici dichiarati, in rapporto e in antitesi con il cubismo, di cui riconosce l’azione rinnovatrice ma di cui contesta il fondamento razionalistico e implicitamente realistico, furono come una sorta di comunità espositiva ed editoriale. L’arte fu proposta in pura espressione di contenuti interiori, scevra dalle forme naturalistiche e orientata all’uso di linee e colori suggestivi ed evocativi, a volte pulsanti di visioni spirtuali. VASILIJ KANDINSKIJ, FRANZ MARC, ROBERT DELAUNAY, AUGUST MACKE, ALEXEJ JAWLENSKY, GABRIELE MÜNTER, PAUL KLEE, …

DIE BRUCKE

Il gruppo si formò a Dreda nel 1905 e, nonostante le affinità e i punti di contatto con i francesi, questi pittori tedeschi rivelarono una derivazione romantica che si sarebbe sviluppata in senso più tragico e talvolta mistico. Più profonda, inoltre, era l’attenzione per le tecniche grafiche, che permettevano una linearità angolosa e tormentata, con forti contrasti tra luce e ombra, considerata come una ripresa della tradizione popolare germanica. Artisti: ERNST LUDWIG KIRCHNER, ERICH HECKEL, KARL SCHMIDT-ROTTLUFF, FRITZ BLEYL,  e solo in seguito MAX PECHSTEIN, EMIL NOLDE, OTTO MUELLER.

 

Le opere del gruppo segnarono l’inizio dell’arte moderna in Germania. Il nome che in tedesco significa ‘ponte’, indicava la determinazione di questi pittori a elaborare una arte protesa verso il futuro. I colori aspri, utilizzati spesso in accostamenti violenti, e la deformazione della figura umana si giustificavano come espressione dello spontaneo e soggettivo moto emotivo e sentimentale dell’autore.

DIGITAL ART

Evento artistico che utilizza la tecnologia digitale, già a partire dagli anni ’70, come parte del processo creativo. L’avvento della tecnologia digitale ha rinnovato, mutandole considerevolmente, attività come disegno, pittura, scultura e musica, mentre nuove forme, accomunate con il termine più ampio di new media art, sono riconosciute, a pieno titolo, nell’ambito artistico. Sicuramente, l’arte digitale ha, di fatto, provocato una notevole espansione della sfera creativa. NOAH WARDRIP-FRUIN, DAVID MCLEOD, STEPHEN MCMENNAMY, NIK AINLEY, JASON NAYLO, ALBERTO SEVESO, NAM JUNE PAIK, OLIA LIALINA, CORY ARCANGEL, BILL VIOLA, PASCAL DOMBIS, JOSEPH NECHVATAL, …

DIVISIONISMO

Il Divisionismo è un movimento pittorico che si sviluppò in Italia a partire dall’ultimo decennio del XIX secolo, prendendo in parte lo spunto tecnico dal pointillisme che si stava affermando in Francia, ma derivando principalmente dalla corrente della “Scapigliatura lombarda” e dal Decadentismo.  I divisionisti elaborarono una pittura basata sull’uso di colori puri (“divisi”) e complementari, mai mescolati fra loro, ma giustapposti in pennellate minute, talora puntiformi, in modo da affidare all’occhio dello spettatore il compito di fonderne le radiazioni luminose. Artisti: GIOVANNI SEGANTINI, GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO, ANGELO MORBELLI ,EMILIO LONGONI, …

ÈCOLE DE NICE

Nasce a Nizza in Costa Azzurra, a partire dagli anni ’50, come una identità artistica autonoma nel contesto sia nazionale che internazionale. Approfittando di un ambiente artistico aperto e stimolante, vero laboratorio di sperimentazione, gli artisti residenti hanno beneficiato di legami stabiliti con gruppi ben definiti che si identificano come parte pregnante della Scuola di Nizza, quelli del Nouveau Réalisme, l’Art Total e Fluxus, Supports/Surface e Group 70, ma anche di legami e interazioni, che consentirono loro di oltrepassare i confini, permettendo così una fertile interazione tra  artisti accomunati dal contrasto alla iconoclastia di molte tendenze contemporanee e dal rifiuto delle rigide accademie. ARMAND FERNANDEZ, YVES KLEIN, MARTIAL RAYSSE, …

ÈCOLE DE PARIS

Termine che indica l’insieme di artisti stranieri (in gran parte dall’Est Europa e di origini ebraiche) che si ritrovarono a Parigi poco prima della prima guerra mondiale e che ambivano ad una società culturale cosmopolita, a un linguaggio artistico comune a tutti i popoli, che per molti versi influenzò il Surrealismo e il Dadaismo. Alla fine della seconda guerra mondiale si parlò di un’Ecole de Paris per indicare un gruppo di artisti postcubisti e astrattisti considerati validi eredi di tale tradizione parigina. HENRI MATISSE, FERNAND LEGER, MARC CHAGALL, ANDRÉ DERAIN, ROBERT DELAUNAY, JOAN MIRÒ, COSTANTIN BRANCUSI, …

EL PASO

El Paso fu un gruppo artistico spagnolo costituito nel 1957 a Madrid nel quadro internazionale delle poetiche dell’informale materico e segnico. Facendo riferimento al surrealismo e all’arte francese del secondo dopoguerra gli aderenti al gruppo si espressero con toni accesi e drammatici, tentando di rinnovare la cultura spagnola negli anni del franchismo. Il loro approccio fu votato alla libertà d’espressione e all’informalità, dove la tela si trasforma nel campo di battaglia in un atteggiamento etico, morale, sociale. Per esprimersi usano una molteplicità di stili e tecniche, accomunati da un impasto pesante, da un colpo violento sulla tela e da una materia gocciolante. Il gruppo si sciolse nel 1960. Artisti: RAFAEL CANOGAR, LUIS FEITO, MANOLO MILLARES, ANTONIO SAURA, … e gli scrittori JOSÉ AYLLON e MANOLO CONDE.

EQUIPO 57

Gruppo di artisti spagnoli, attivo tra il 1957 e il 1962, nato al cafè Rond Point a Parigi. Si opposero al soggettivismo, al surrealismo e ai contenuti emotivi ed individualistici vivi nell’arte. Fondamentale importanza viene data allo spazio, coltivarono uno stile geometrico astratto, con combinazioni di colori intensi, campiture irregolari cromaticamente piatte che si incastonavano sulla superficie dell’opera e capaci di richiamare le diverse sfaccettature della società. JORGE OTEIZA, LUIS AGUILERA, ÁNGEL DUARTE, JOSÉ DUARTE, JUAN SERRANO, AGUSTÍN IBARROLA, …

EQUIPO REALIDAD

Gruppo fondato da Joan Cardells e Jorge Ballester a Valencia nel 1966 (durato fino al 1976) il cui manifesto ribadiva l’impegno a servire la società attraverso l’arte. Applicarono la filosofia marxista alle loro opere, in cui affrontarono temi come il consumismo, l’oppressione politica, le false convenzioni dei mass media, il ruolo dell’arte o il ruolo delle donne con un linguaggio figurativo, molto vicino a quello della Pop art. Sviluppò l’accusa satirica e la denuncia del regime di Franco e una visione anti-mercato, il loro obiettivo non era il riconoscimento degli altri. JOAN CARDELLS, JORGE BALLESTER, ENRIQUE CARRAZONI, …

ESPRESSIONISMO ASTRATTO GEOMETRICO

Primo fenomeno artistico americano, fortemente anarchico e idiosincratico, che influenzò l’arte internazionale e contribuì a traslare la capitale artistica da Parigi a New York. Il termine fu affibiato a un gruppo di artisti americani negli anni 40 per sottolineare la loro urgenza di unire intensità emotiva e autoespressiva (degli espressionisti tedeschi) con la tendenza antifigurativa di scuole di astrazione europea. Caratteristiche salienti furono ampie campiture di colore e forme semplici e universali isolate in spazi monocromatici. Artisti: ADOLPH GOTTLIEB, MARK ROTHKO, CLIFFORD STILL, BARNETT NEWMAN, AD REINHARDT, …

FLUXUS

Movimento sovversiv internazionale, aperto alla sperimentazione, sviluppatosi fra gli anni 60 e 70, volto all’interdisciplinarietà e multimedialità: video, musica, danza, fotografia, scultura, teatro confluivano in opere d’arte totali in cui contribuivano anche il caso e l’interazione imprevedibile di fattori esterni. Fondato nel 1962 da George Maciunas secondo cui “tutto è arte e tutti possono farne. L’arte deve occuparsi di cose insignificanti, deve essere divertente, accessibile a tutti…”. Fluxus organizzò numerosi concerti, festival, azioni e performance in USA, Europa, Asia. Artisti: JOHN CAGE, NAM JUNE PAIK, GEORGE BRECHT, KEN FRIEDMAN, BEN VAUTRIER, WOLF VOSTELL, MILAN KNIZAK, SPOERRI, YOKO ONO, BEUYS, …

FORMA UNO

Gruppo artistico attivo a Roma, il cui manifesto programmatico apparve sul primo e unico numero della rivista Forma, fondata il 15 marzo 1947. Seguendo la scia di esperienze internazionali dell’arte concreta e in diretto contrasto con il realismo socialista si proclamarono “formalisti e marxisti”, convinti che i due termini non fossero inconciliabili, affermarono la validità del linguaggio astratto. Il gruppo si sciolse nel 1949. Molti di loro nel 1961 fondarono il gruppo Continuità. CARLA ACCARDI, UGO ATTARDI, PIETRO CONSAGRA, PIERO DORAZIO, MINO GUERRINI, CONCETTO MAUGERI, ANTONIO SANFILIPPO, GIULIO TURCATO, LUCIO FONTANA, ACHILLE PERILLI, UMBERTO MASTROIANNI, …

FRONTE NUOVO DELLE ARTI

Movimento d’avanguardia sorto come nuova denominazione della Nuova Secessione artistica italiana nel 1947. I membri, ideologicamente schierati a sinistra, vedevano la pittura come atto di militanza, dal linguaggio semplice e schietto. Fu caratterizzato dalla elaborazione di una poetica postcubista, in accordo con le ultime tendenze francesi  più vicine al fauvismo maturo che all’informale. RENATO GUTTUSO, ENNIO MORLOTTI, BRUNO CASSINARI, RENATO BIROLLI, LEO LEONARDI, A. PIZZINATO, EMILIO VEDOVA, GIUSEPPE SANTOMASO, ALBERTO VIANI, …

FUNK ART

Termine affibbiato da Peter Selz, studioso dell’espressionismo tedesco, allo stile delle opere presentate ad una mostra del 1967 al Museo di Berkeley. Tale tendenza artistica, sorta quindi in California negli anni 60, si professava contro la minimal art: la sua principale caratteristica fu l’uso di materiali industriali come finta pelle e plastica o di rifiuto arricchiti da inserti grotteschi e kitsch, in relazione ad espliciti riferimenti sessuali, allusioni religiose e denunce politiche. L’effetto finale, volutamente volgare o sgradevole, era mezzo per elaborare una pesante satira, con corrosiva ironia, senza censure né pudori. Artisti: ROBERT HUDSON, HORACE C. WESTERMANN, WILLIAM WILEY, ROBERT ARNESON, JAMES NUTT, …

GRAV

Groupe de Recherche d’Art Visuel, sviluppatosi dal 1960 al 1968 a Parigi, caratterizzato da un forte interesse verso l’arte cinetica e pro- grammata, interpretandola teatralmente e con veri e propri environment in grado di coinvolgere e far partecipe in modo decisivo lo spettatore. Il gruppo intende l’arte in ma- niera quasi scientifica, limitandosi a preoccupazioni puramente formali e visuali, considera la pratica artistica come    attività in comune e lavoro d’équipe. FRANCOIS MORELLET, JEAN-PIERRE YVARAL, JULIO LE PARC, JOËL STEIN, FRANCISCO SOBRINO, H. GARCIA ROSSI, …

 

Il GRAV intende l’arte in maniera quasi scientifica, limitandosi a preoccupazioni puramente formali e visuali, considera la pratica artistica come attività in comune, come lavoro d’équipe. Nè pittura né scultura, l’opera dovrà essere liberata dalle deformazioni della tradizione e affermare nuove possibilità di apertura e di ricerca. Sono respinti la figura dell’artista unico ed isolato, il culto della personalità e il mito della creazione come pure la produzione di opere uniche per l’élite e la dipendenza dal mercato dell’arte.

GRUPPO DEGLI OTTO

Gruppo di artisti che a seguito dello scioglimento del Fronte nuovo delle Arti, nel 1952 si raccolse intorno al critico Lionello Venturi. Il linguaggio pittorico era “astratto-concreto” ossia alla ricerca di una “terza via” sopra la polemica tra astrattisti e realisti che dava vita a forme estremamente stilizzate, di cui era però possibile individuare un’origine concreta, materiale. Artisti: EMILIO VEDOVA, AFRO BASALDELLA, ALBERTO CORPORA, RENATO BIROLLI, ENNIO MORLOTTI, GIUSEPPE SANTOMASO, GIULIO TURCATO, MATTIA MORENI.

 

Artisti molto diversi fra loro, accomunati dal desiderio di svincolarsi dal neorealismo promosso nel dopo guerra, giudicato populista e impersonale, per elaborare un linguaggio che potesse esprimere stati d’animo soggettivi. Crearono una sorta di commistione stilistica fra arte figurativa e arte astratta, che dava vita a forme estremamente stilizzate, di cui era però possibile individuare un’origine concreta, materiale. Gli esiti migliori di questa corrente si riconoscono in dipinti di timbro fortemente allusivi ed evocativi.

GRUPPO DVIZDJENJE

In russo “movimento”. Gruppo formatosi a Mosca nel 1962 autori di situazioni ambientali, combinazioni di elementi naturali e “leggeri” come i cambiamenti della temperatura, le correnti d’aria o le scie di odore, associati all’uso della luce elettrica. L’atteggiamento scientifico verso gli strumenti tecnici era affiancata da una esplicita ironia per il risultato ottenuto. Il movimento si distanziava dalle tendenze del clima artistico russo dei precedenti 50 anni, puntando più all’espressività dell’happening che coinvolgeva anche il pubblico. Artisti: FRANCISCO  INFANTE, LEV  NUSBERG, ANATOLY  KRIVCHIKOV, …

GRUPPO IL MILIONE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO N

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO NUL

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO OHO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO ORIGINE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO T

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GRUPPO ZERO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

GUTAI

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

HARD EDGE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

INDEPENDENT GROUP

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

IPER REALISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

LES FAUVES

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Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

LETTRISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MAC

FIRENZE 1275/80 – 1348

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INESPRESSIONISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

IPER REALISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

LES FAUVES

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

LETTRISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MAC

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MACCHIAIOLI

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MAGICO PRIMARIO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MAIL ART

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

METAFISICA

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

MONO-HA

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NABIS

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NEOCUBISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

NEO IMPRESSIONISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NEOPLASTICISMO / DE STIJIL

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NEW DADA

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NON FIGURATIVI ITALIANI

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NOUVEAU REALISME

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NOVECENTO

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NUCLEARISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NUOVA FIGURAZIONE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

NEUE SACHLICHKEIT

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NUOVI SELVAGGI
NEUEN WILDEN

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NUOVI NUOVI

FIRENZE 1275/80 – 1348

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NUOVO FUTURISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

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ORFISMO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

PATTERN & DECORATION

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POESIA VISIVA

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POINTILLISME

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POP INGLESE

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POP ITALIANO

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POST PAINTERLY ABSTRACTION

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POST TRANSAVANGUARDIA

FIRENZE 1275/80 – 1348

Di famiglia popolana, mercante e socio della compagnia bancaria dei Peruzzi, rivestì incarichi amministrativi di rilievo nel Comune di Firenze; divenuto socio della compagnia dei Buonaccorsi, fu accusato di malversazione e poi coinvolto nel fallimento della banca. Morì durante un’epidemia di peste. Fu autore di una CRONICA in 12 libri che, secondo la tradizione medievale, trattano la storia universale dalla costruzione della torre di Babele al 1346.

POST-HUMAN

Neologismo coniato nei primi anni ’90 dal curatore americano Jeffrey Deitch per individuare un complesso di pratiche artistiche che, come la body art, prevedono una commistione tra naturale e artificiale, guidate dalle scoperte della genetica, della chirurgia estetica, del progresso tecnologico. È abbracciato da artisti che riflettono sulla costruzione dell’identità in tempi moderni dove metamorfosi e ibridazione possono reinventare il proprio io. È l’arte che dialoga con la scienza, spesso con toni inquietanti ed apocalittici, arrivando a mutazioni che non hanno confini se non quelli della fantasia. ORLAN, STELARC, MATTHEW BARNEY, JEFF KOONS,  FURA DELS BAUS, DAMIEN HIRST, J. & D. CHAPMAN, FRANZ ACKERMANN, VANESSA BEECROFT, GREGORY CREWDSON, DOUG AITKEN, …

PURISMO

Il purismo è la tendenza della pittura e della architettura francese teorizzata nel 1918 da Charles- Edouard Jeanneret e Amédée Ozenfant, a cui si deve il soprannome di Le Corbusier, da lui creato per lo stesso Jeanneret. Partendo da una rilettura del cubismo, i due auspicavano il ritorno ad un ordine essenziale e geometrico nell’avanguardia, dove “la sintassi purista venisse applicata come un insieme costruttivo e modulare di significati”, controllando lo spazio pittorico secondo gli indirizzi essenziali della sezione aurea, dell’armonia compositiva e del senso della proporzione. AMÈDÈE OZENFANT, CHARLES EDOUARD JEANNERET, PAUL DERMÉE, …

RAGGISMO

Ramo dell’avanguardia russa teorizzata da M. F. Larionov con la volontà di sintetizzare in uno stile unitario il cromatismo dei fauve, la scomposizione cubista delle forme, l’indagine su luce e colore dell’orfismo, il dinamismo futurista e lo spiritualismo dell’astrazione di V. Kandinskij. Sin dai primi dipinti raggisti del 1912, Larionov si misurò con le “forme spaziali e non tangibili” determinate dall’incontro tra i raggi di luce e una superficie materiale, dando luogo a composizioni astratte di energia cromatica e luminista. Elementi distintivi furono il segno libero e non accademico e la rivisitazione del folclore russo. Artisti: MICHAIL F. LARINOV, NATAL’JA SERGEEVNA GONCAROVA, …

REALISMO

A seguito della firma del manifesto nel febbraio del 1946, a Milano, questo gruppo di artisti si prefissò di difendere e servire con l’arte, come atto di partecipazione, la totale realtà degli uomini. Nelle loro opere la realtà non è considerata il visibile bensì “la cosciente emozione del reale divenuta organismo”. I mezzi espressivi usati furono linea e piano, condotti con ritmo e “colore in sé, nelle sue leggi e nelle sue prerogative”. GIUSEPPE AJMONE, RINALDO BERGOLLI, EGIDIO BONFANTE, GIANNI DOVA, ENNIO MORLOTTI, GIOVANNI PAGANIN, CESARE PEVERELLI, EMILIO VEDOVA, VITTORIO TAVERNARI, GIOVANNI TESTORI, …

REALISMO MAGICO

Tendenza all’interno delle correnti del Novecento, sul finire degli anni 20, di ritrarre situazioni semplici, apparentemente quotidiane, caricandole però di rimandi misteriosi  e spirituali, come sospese in una dimensione di “stupore lucido”, attingendo lo stile dalle lezioni dei maestri dell’arte italiana del Quattrocento (come Piero della Francesca e Mantegna). La realtà domestica riprodotta si veste di meraviglia e silenzio, con grande cura dei particolari. Artisti: RICCARDO FRANCALANCIA, ANTONIO DONGHI, CAGNACCIO DI SAN PIETRO, EDITA BROGLIO, CARLO LEVI, UBALDO OPPI, …

REALISMO SOCIALISTA

Corrente artistica con origini nell’Unione Sovietica poco prima della seconda guerra mondiale e poi allargatasi a tutti i paesi socialisti del centro ed est Europa. Obiettivo fu quello di uniformare lo stile artistico affinché fosse uno strumento di propaganda al partito comunista. Prese ispirazione da caratteri tipici del realismo ottocentesco accostandoli ad esperimenti accademici e con il pensiero di esteti sovietici. I temi ricorrenti furono la lotta di classe, la storia del movimento operaio, la vita quotidiana dei lavoratori. ISAAK ISRAILEVIč BRODSKIJ, ALEKSANDR GERASIMOV, ARKADY PLASTOV, KONSTANTIN JUON, GRIGOR KHANJYAN, EUGENIA ANTIPOVA, …

SCUOLA DI NEW YORK

Gruppo di giovani artisti stilisticamente eterogenei, individuati nel 1946 dal critico statunitense Robert Coates contro l’astrazione geometrica. La loro volontà era produrre un linguaggio originale e sensibile all’influsso del surrealismo e degli espressionisti europei emigrati negli USA. L’impatto della guerra giocò un ruolo chiave nella trasformazione di colori e disegni in metafora della condizione umana: caduti i miti razionali, ciò che sembrava prevalere era il lato oscuro, irrazionale, imprevedibile dell’inconscio. Artisti: JACKSON POLLOCK, WILLEM DE KOONING, FRANZ KLINE, MARK ROTHKO, ADOLPH GOTTLIEB, BARNETT NEWMAN, AD REINHARDT, SAM FRANCIS, CLYFFORD STILL, PHILIP GUSTON, …

SCUOLA DI 
PONT-AVEN

Gruppo di artisti negli anni 1886-94 che, nell’omonima località della Bretagna, anelavano ad una natura incontaminata e una configu- razione sociale primitiva, assur- gendo a soggetti delle loro opere il popolo bretone con abiti tipici e le trazioni locali. Influenzati dalle stampe giapponesi, si concentrarono sull’accostamento di superfici monocromatiche, riducendo sempre di più lo spazio lasciato alla linea. La scuola si fece conoscere in occasione dell’esposizione dei pittori simbolisti del 1889 a Parigi. P. GAUGUIN, É. BERNARD, L. FAUCHÉ, CHARLES LAVAL, H. MORET, J.  MEYER DE HAAN, C. AMIET.

 

Nome attribuito a un gruppo di artisti che si riunivano nella località bretone di Pont-Aven dove soggiornò a lungo Paul Gauguin che qui giunse alla definizione sempre più precisa del suo stile pittorico, incentrato sull’uso di piatte campiture di colore, contornate da spessi bordi neri. La scuola si fece conoscere in occasione dell’esposizione dei pittori simbolisti del 1889 a Parigi. La storiografia critica riconosce a questi artisti postimpressionisti il merito di avere assicurato continuità alla lezione di Paul Gauguin, rendendola vitale fino, e oltre, agli esordi del Novecento.

SCUOLA DI SAN LORENZO

Gruppo di artisti che nella Roma degli anni ’80 occuparono le stanze abbandonate dell’ex pastificio Cerere con i loro ateliers, donando nuova linfa vitale al caseggiato industriale. Accomunati da un’attenzione per il processo creativo dell’opera d’arte, rivendicaronoo inedite soluzioni formali, nell’uso dei più disparati materiali, distaccandosi dalla Transavanguardia, all’epoca tendenza artistica di riferimento. La ricerca sullo spazio, trattato anch’esso come materiale da modellare, divenne uno dei loro connotati salienti. Artisti: DOMENICO BIANCHI, BRUNO CECCOBELLI, GIOVANNI DESSÌ, GIUSEPPE GALLO, NUNZIO, PIERO PIZZI CANNELLA, MARCO TIRELLI, …

SCUOLA ROMANA

Gruppo di artisti attivi a Roma tra le due guerre che contrastarono l’arte ufficiale e in particolare il convenzionalismo della corrente novecentista. Il loro segno neoespressionista entrò in polemica con il diffuso neoclassicismo celebrativo del regime. La loro pittura è accesa nei co­lori, quasi infuocata, con un im­pa­sto cro­ma­tico spesso, grasso, ac­cen­tua­to. Il nome fu coniato dal critico George Waldemar nella presentazione di una mostra tenuta nel 1933 alla Galleria Bonjean di Parigi dai pittori GIUSEPPE CAPOGROSSI, EMANUELE CAVALLI, CORRADO CAGLI, EZIO SCLAVI ed in seguito esteso ad altri artisti attivi nella Capitale nello stesso periodo benché afferenti a stili e obiettivi artistici assai diversi tra loro.

SECONDO FUTURISMO

Soluzioni e sviluppi artistici vicini al cubismo determinati dallo scioglimento del gruppo milanese e dal trasferimento a Roma del centro di gravitazione del movimento. Alla prima fase del secondo futurismo (1918-28), legata alla cultura postcubista e costruttivista, succedette la seconda fase (1929-38), partecipe degli svolgimenti del surrealismo, in cui emerse l’attività del gruppo torinese. Guidati da Marinetti nel 1929 si pubblicò anche il Manifesto dell’aeropittura, per mezzo della quale si inseguiva una sintesi pittorica di sensazioni collegate al volo, predicando un’incidenza concreta del reale nella pittura. ENRICO PRAMPOLINI, FORTUNATO DEPERO, FRANCESCO CANGIULLO, ROUGENA ZATKOVA, GIACOMO BALLA, …

SINCRONISMO

Movimento sorto a Parigi nel 1912: partendo dai principi di Paul Cézanne e parallelamente all’orfismo, proponeva composizioni astratte basate su forme geometriche semplici e accostamenti di colori puri. Sulla scia delle teorie di Delaunay sul significato e sulla qualità del colore puro, si fece un uso esclusivo dei colori primari in giustapposizioni giocate in diretto riferimento col contrappunto musicale, oscillando fra un realismo trasfigurato e una forte tensione all’astrazione. Il movimento nel 1918 si esaurì. S. MACDONALD -WRIGHT, M. RUSSELL, T.H. BENTON, O. BLUEMNER, J. STELLA, …

SOUND ART

Fenomeno artistico complesso e ramificato, consistente nell’utilizzo di eventi sonori o rumori di qualsiasi natura come materia prima al posto delle note. Non necessariamente composizione musicale prestabilita, è realizzata per indagare le possibilità del suono, e talvolta integrata con le arti visive, si ottiene in genere manipolando fonti sonore preesistenti. Nella sound art installazioni e performances hanno una forte correlazione con lo spazio. BILL FONTANA, DAVID DUNN, ALAN LAMB, FRANCISCO LÓPEZ, RYOJI IKEDA, STEVE RODEN, DANIEL MENCHE e CARL MICHAEL VON HAUSSWOLFF, MARC BEHRENS, AGF, JOHN CAGE, ROBERTO PUGLIESE,

SPAZIALISMO

Movimento della neoavanguardia italiana nato intorno alla fine degli anni 40,  fondato da Lucio Fontana. Il manifesto enfatizzava il ruolo del gesto, del segno in grado di generare nuovi spazi della rappresentazione. Fondamentale il principio di urgenza di “uscire dalle cornici”, surrogando la staticità delle opere con “forme artificiali, […] scritte luminose” e la ricerca di una forma espressiva che consenta di uscire dai limiti degli strumenti tradizionali. LUCIO FONTANA, GIANNI DOVA, CESARE PEVERELLI, ROBERTO CRIPPA, EMILIO SCANAVINO, ALBERTO BURRI, ANTONIO GIULIO AMBROSINI, GIUSEPPE CAPOGROSSI, …

STREET ART

Particolare forma di espressione dell’arte che si manifesta principalmente in luoghi pubblici (anche senza alcuna autorizzazione), utilizzando tecniche diverse tra cui: bombolette spray, stencil, colori acrilici con pennelli. Le rappresentazioni sono per lo più metaforiche, iconiche o ironiche e trasmettono messaggi di critica sociale o provocazione. Le sue origini moderne si ritrovano negli anni 70, nelle periferie di New York dove si iniziò ad assistere a tale fenomeno socio-culturale dilagante e controverso. Intorno al 2000 accade una vera e propria esplosione della cosiddetta “arte di strada”. JOHN KEKNER, KEITH HARING, RICHARD HAMBLETON, JEF AÉROSOL, BLEK LE RAT, BANKSY, BLU, HYURO, …

SUPREMATISMO

Movimento russo d’avanguardia a ridosso della prima guerra mondiale su iniziativa dell’artista K.S. Malevič. Nel 1915 il suprematismo venne teorizzato in un manifesto scritto da Kazimir Malevic in collaborazione con il poeta Majakovskij. Pur manifestando gli influssi delle tendenze francesi, in particolare di Cézanne e dei Fauve, seguì un percorso volto all’iconografia tradizionale russa tipicamente simbolista, basato sull’icona non narrativa capace di esprimere la supremazia del colore puro. Le prime opere consistevano in forme geometriche semplici dipinti in una gamma di colori che andava progressivamente restringendosi. MALEVICH, EL LISSITZKY, IVAN KLJUN, LJUBOV’ SERGEEVNA POPOVA, OL’GA VLADIMIROVNA ROZANOVA, ALEKSANDRA ALEKSANDROVNA EKSTER, NIKOLAJ SUETIN, …

SYSTEMS ART

Gruppo di artisti che lavorarono alla fine degli anni ’60, primi anni ’70 (con sviluppi fino ad oggi) reagendo alla tradizionale attenzione dell’arte sull’oggetto con l’obiettivo di rendere la loro arte più sensibile al mondo che li circonda. Influenzati dalla cibernetica e dalla teoria dei sistemi, rifletterono sui sistemi naturali, sui sistemi sociali e sui segni sociali del mondo dell’arte stesso. Tratti distintivi sono il movimento, l’arte cibernetica, i sistemi generativi, l’arte di processo. Artisti: RICHARD LONG, MARCEL BROODTHAERS, VITO ACCONCI, PASCAL DOMBIS, MAURIZIO BOLOGNINI, ALAN SARET, …

TRANSAVANGUARDIA

Definizione coniata nel 1979 da A. Bonito Oliva per distinguere il lavoro di artisti italiani che ritornarono sulle tracce della figurazione pittorica. Contro il fenomeno del concetto sovrano rispetto all’espressione, recuperano quel flusso creativo che non si priva del libero piacere della figurazione e della narrazione. Abbracciarono stili diversi ispirati a varie epoche, riproponendo simboli e metafore, figure mitiche, cariche a volte di malinconia e sensualità. FRANCESCO CLEMENTE, ENZO CUCCHI, SANDRO CHIA, MIMMO PALADINO, NICOLA DE MARIA, …

VIDEO AMBIENT

Forma di video art in cui si pone l’accento sulla atmosfera rispetto allo storytelling tradizionale o al contenuto di notizie. Il suo scopo è quello di creare un ambiente o una situazione emotiva attraverso l’uso di immagini e suoni. Consiste in installazioni audio video che ricreano interi ambienti con i quali lo spettatore interagisce. Lo spettatore vive un coinvolgimento totale. BILL VIOLA, FABRIZIO PLESSI, WOLF VOSTELL, PIPILOTTI RIST, TONY OURSLER, PIERRE HUYGHE, …

VIDEO SCULPTURE

Forma espressiva varia della Video arte prodotta negli anni ’80, e che assume come dato di partenza il monitor come oggetto. Il tubo catodico e la sua carrozzeria esaminati nelle loro funzioni e nel loro funzionamento vengono modificati dall’artista con un progetto, al fine di fargli assumere un aspetto e un senso diversi e imprevedibili. WOLF VOSTELL, EDWARD KIENHOLZ, NAM JUNE PAIK, SHIGEKO KUBOTA, DENNIS OPPENHEIM, PIPILOTTI RIST, MICHAEL BIELICKÝ, …

VORTICISMO

Movimento d’avanguardia interdisciplinare, simultaneo al cubismo e al futurismo sviluppatosi in Gran Bretagna dopo il 1912. “Il vortice è un punto di massima energia: in meccanica rappresenta il livello di più alta efficienza” (E. Pound). Ripensarono il ruolo della velocità, preferendo il contorno definito e la enfasi sulla sequenza cromatica, mutuata dall’orfismo. Mentre i futuristi frantumavano le immagini, i vorticisti delinea- vano i soggetti in modo definito, netto, semplificato, ricorrendo a diagonali, a piani delimitati da contorni marcati e all’uso di colori vivaci. FREDERICK ETCHELLS, DAVID BOMBERG, EDWARD WADWORTH, WYNDHAM LEWIS, HENRI GAUDIER-BRZESKA, JACOB EPSTEIN, ALVIN LANGDON COBURN, …

WIENER AKTIONISMUS

Uno tra i movimenti più trasgressivi dell’arte contemporanea, influenzato da fluxus ed happening. Si caratterizza per un insistente  uso di immagini e tematiche autolesionistiche e sadiche e atteggiamenti dissacranti nei confronti dei simboli religiosi, delle funzioni del corpo e delle pratiche sessuali. Si concentra sulla azione, sprigionata da corpi nudi, liberi di generare violenza. Lo spettatore assiste a deliranti manifestazioni di “onnipotenza artistica” esibendo la sessualità più estrema fino allo squartamento di animali. GÜNTER BRUS, HERMANN NITSCH, OTTO MÜHL, …

MARINA ABRAMOVIC

«La performance è una costruzione mentale e fisica nella quale io entro, di fronte a un pubblico, in uno specifico tempo e luogo. Solo allora avviene la performance; è basata sulla quantità di energia. È molto importante che sia presente un pubblico; non potrei farlo in privato e non avrei l’energia per farlo. Per me è cruciale che l’energia venga effettivamente dal pubblico e si traduca attraverso di me: io la filtro e la lascio tornare al pubblico. […] Non è solo una questione di emozioni. La performance art è una delle forme d’arte più difficili. Devi essere presente qui e ora, al cento per cento. Se non lo sei, il pubblico si comporterà come un cane: loro sentono l’insicurezza e, semplicemente, se ne vanno.»

MATTHEW BARNEY

«Lavorare con una forma espressiva come il film significa in qualche modo superare la barriera del mondo dell’arte, proprio come ha fatto Andy Warhol. Sicuramente lui può essere un esempio per me in questo senso.»

«La mia realtà personale di certo è stata modificata, sperimentando l’arte sulla mia pelle.»

JOSEPH BEUYS

«La mia idea è di dichiarare che l’arte è l’unica possibilità di evoluzione, l’unica possibilità di cambiare la situazione nel mondo. Ma poi è necessario allargare l’idea dell’arte per includere tutta la creatività. E se lo si fa, ne consegue logicamente che ogni essere vivente è un artista – un artista nel senso che può sviluppare le proprie capacità. E quindi è necessario inizialmente che la società si preoccupi del sistema educativo, che sia garantita l’uguaglianza di opportunità per l’autorealizzazione.»

 

Le azioni concettuali, le installazioni, le performance sociali, naturalistiche ed ambientalistiche, diventano per l’artista tedesco un impegno morale, didattico e politico. Attraverso le sue opere, trascendenti e geniali, e gli oggetti, Beuys vuole generare consapevolezza critica nel pubblico, suscitare in ognuno una propria personale percezione del valore dell’arte, ricongiungendosi al pensiero di Goethe: «Una volta assicurata l’esistenza, l’uomo è creativo… La creatività non è il monopolio degli artisti. Quando dico ognuno è un artista, significa che ognuno può determinare il contenuto di vita nella sua sfera particolare. L’arte è gesto pregnante ed esperienziale di una energia cosmogonica che rende necessaria l’azione.»

GEORGES BRAQUE

«Quando gli oggetti scomposti in frammenti apparvero nel dipinto intorno al 1909; questo per me era un modo per avvicinarmi all’oggetto … La frammentazione mi ha aiutato a stabilire spazio e movimento nello spazio.»

PAUL CÉZANNE

«Per un Impressionista dipingere la natura non significa dipingere il soggetto, ma concretizzare sensazioni.»

 

«Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.»

 

«La tesi da sviluppare è, qualsiasi sia il nostro temperamento o capacità di fronte alla natura, riprodurre ciò che vediamo, dimenticando tutto quello che c’è stato prima di noi. Il che, penso, permette all’artista di esprimere tutta la sua personalità, grande o piccola.»

 

È il primo artista che sistematicamente e di proposito affronta, vìola e ristruttura i cardini della prospettiva tradizionale inaugurando la contemporaneità. È l’artista più influente e maggiore fra quanti, nella contemporaneità, si sono occupati del problema di come rappresentare la percezione e l’intellezione dello spazio. È il primo e il più rigoroso nell’abbattere i criteri “moderni” di rendere su una superficie piatta l’illusione, l’immagine virtuale di uno spazio a tre dimensioni. Nel 1907 gli fu dedicata una imponente retrospettiva commemorativa, che sconvolse un’intera generazione di nuovi artisti (tra cui Picasso e Modigliani), pose le basi del cubismo ed aprì le strade alle avanguardie artistiche del ‘900.

SALVADOR DALÍ

«Mi porto sempre dietro un prezioso apparecchio con il quale realizzo la maggior parte dei miei dipinti. Somiglia più a un minuscolo e fragile apparecchio TV a colori che a uno spaventoso, sgradevole e meccanico apparecchio fotografico. Ma la cosa più stupefacente è che è interamente molle! Sì, un occhio!»

 

«Il vero artista è capace di dipingere scene straordinarie in mezzo a un deserto. Il vero artista è capace di dipingere pazientemente una pera, circondato dai tumulti della storia.»

 

Il gusto per la provocazione, il carattere eccessivo, la ricerca del paradosso e l’esasperato egocentrismo lo hanno reso una figura nota al grande pubblico. Tutta la sua vasta produzione tradisce, oltre ad una complessa personalità non sempre etichettabile come eccentrica, una profonda conoscenza della storia delle arti, dei maestri del passato e delle ricerche letterarie del proprio tempo. Sulla scia del connazionale Picasso, Dalì sperimenta diversi linguaggi espressivi, dall’uso delle tecniche miste alle ricerche tridimensionali, spaziando dal cinema al teatro, alla letteratura, all’uso della fotografia fino alle performance.

MARCEL DUCHAMP

«Quell’oggetto, distolto dal suo contesto utilitaristico, e come spogliato ed esaurito, è investito della desolata dignità delle cose abbandonate. Buono a niente, o pronto per essere usato, aperto a ogni possibilità, esso è vivo. Vive, sul limite dell’esistenza, la sua vita assurda e imbarazzante. Quell’oggetto imbarazzante — è il primo passo verso l’arte.»

 

«La pittura non deve essere esclusivamente visiva o retinica, deve ‘interessare’ anche la ‘materia grigia’.»

 

«Mi sono servito della pittura, dell’arte, per stabilire un modus vivendi, una specie di metodo per capire la vita; cercare cioè per il momento di fare della mia vita un’opera d’arte, invece di passarla a creare quadri o sculture. Ora, penso che si possa usare il proprio modo di respirare, di agire e di rea- gire agli altri (…) Si può trattarli come un quadro, un tableau vivant, o un’immagine cinematografica, se volete. Sono le mie conclusioni di adesso, che non ho né voluto né organizzato quando avevo 15 o 20 anni, ma mi rendo conto ora, dopo molto tempo, che in fondo è a questo che ho mirato.» 

LUCIO FONTANA

«Scoprire il Cosmo è scoprire una nuova dimensione. È scoprire l’Infinito. Così, bucando questa tela – che è la base di tutta la pittura – ho creato una dimensione infinita. Qualcosa che per me è la base di tutta l’arte contemporanea.»


«[…] Io buco; passa l’infinito di lì, passa la luce, non c’è bisogno di dipingere […] invece tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero io ho costruito, non distrutto.»

 

«La società sopprime la separazione tra le sue forze e le integra in una sola forza maggiore. La scienza moderna si basa sull’unificazione progressiva dei suoi elementi. Da questo nuovo stato di coscienza sorge un’arte integrale, nella quale l’essere funziona e si manifesta in tutta la sua totalità… La ragione non crea. Nella creazione delle forme, la sua funzione è subordinata a quella del subcosciente. In tutte le attività l’uomo funziona con la totalità delle sue facoltà. Il libero sviluppo di tutte queste è una condizione fondamentale nella creazione e nell’interpretazione della nuova arte. L’analisi e la sintesi, la mediazione e la spontaneità, la costruzione e la sensazione sono valori che concorrono alla sua integrazione in un’unità funzionale.»

PAUL GAUGUIN

«L’arte è un’astrazione: spremetela dalla natura sognando di fronte ad essa e preoccupatevi più della creazione che del risultato.»


«Amo la Bretagna. Vi trovo il selvaggio, il primitivo. Quando i miei zoccoli risuonano su questo suolo di granito, sento il tono sordo, opaco, potente che cerco nella pittura.»

 

Gauguin è stato il primo a sfuggire alla tradizione per ritrovare tra le leggende barbare e le divinità primitive l’impeto originario; è stato anche il primo a osare lucidamente di trasgredire e anche di respingere la realtà insieme al razionalismo. Mentre l’arte occidentale aveva come proprio perno il noto, egli vi ha sostituito l’ignoto. Al di là delle costruzioni plastiche, di cui pure ha insegnato all’arte moderna la libera creazione, ha intuito le terre sommerse dell’anima, le loro intatte potenze. Ha compreso che tutto ciò che parla ai sensi parla nello stesso tempo all’anima. Il che voleva dire aprire simultaneamente la strada alle ricerche che, rese sistematiche, dovevano sfociare nell’arte astratta, e a quelle che, rese esclusive, avrebbero costituito la novità dell’espressionismo e anche del surrealismo.

KEITH HARING

«Le mie immagini, proprio perché hanno a che fare con parole e idee umane molto semplici e comuni, sono molto universali […] ma quello che a me interessa soprattutto è che i miei disegni potrebbero estendersi su qualsiasi superficie, potrebbero essere disegnati su qualsiasi supporto o materiale, come i geroglifici egizi, i pittogrammi maya o indios. I miei disegni vogliono attivare una superficie e diffondere energia, e trasformare una superficie neutra, anonima, dandole una personalità. … Io lavoro su cose che appartengono all’esperienza comune, alla conoscenza di tutti, le mie immagini non vengono dall’inconscio ma solo dall’informazione visiva, e sono più istintive che interiori.»

DAMIEN HIRST

«La grande arte – o la buona arte – è quella che, quando la guardi e ne fai esperienza, ti rimane nella mente. Non penso che l’arte concettuale e l’arte tradizionale siano così diverse. C’è arte concettuale noiosa e arte tradizionale noiosa. La grande arte è quella che non ti fa smettere di pensare, dopodiché diventa memoria.»

 

«Dal farmacista mia madre guardava le stesse cose che facevo io e ci credeva ciecamente, mentre quando le vedeva in una galleria d’arte no. Secondo me era la stessa cosa, sapevo come stavano le cose e pensavo: ah, se solo potessi fare un’arte che faccia lo stesso effetto, finché non ho deciso di farlo direttamente. Mi è sempre piaciuta l’idea che l’arte possa curare le persone. Sono ossessionato dal corpo, mi piace il fatto che ci sono tutti questi elementi collegati all’organismo all’interno di un mobiletto di medicine. Poi la maggior parte delle scatole di medicinali sono minimali, potrebbero provenire direttamente dal minimalismo, nel senso che il minimalismo implica sicurezza.»

FRIDA KAHLO

«Sono molto preoccupata per la mia pittura. Soprattutto voglio trasformarla in qualcosa di utile per il movimento rivoluzionario comunista, dato che finora ho dipinto solo l’espressione onesta di me stessa, ben lontana dall’usare la mia pittura per servire il partito.»

VASILIJ KANDINSKIJ

«Un quadro ben dipinto non è quello che ha i valori esatti o una distinzione quasi scientifica tra toni caldi e freddi, ma quello che ha una vera vita interiore. E un buon disegno è quello in cui non si può cambiare nulla senza distruggere questa vita interiore, indipendentemente dal fatto che contraddica le regole dell’anatomia, della botanica o di un’altra scienza.»


«Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta.
Il colore è la tastiera, gli occhi sono il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima.»


«La pittura è un’arte, e l’arte non è l’inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine, e deve servire allo sviluppo e all’affinamento dell’anima, al movimento del triangolo. È un linguaggio che parla all’anima con parole proprie, di cose che per l’anima sono il pane quotidiano, e che solo così può ricevere.»

 

La sua ricerca si deve ricondurre agli sviluppi della sua poetica, che lo portò da una matrice sostanzialmente espressionista (fu fondatore di “Der Blaue Reiter”), con influenze romantiche, ad un astrattismo di carattere lirico che contraddistingue tutta la sua produzione, almeno da quando egli intraprende la ricerca di un denominatore comune fra tutte le forme d’arte, per coglierne la complessa valenza astratta, mezzo per entrare in contatto diretto con la psiche del fruitore. Ha fondato una propria grammatica del colore e sul piano del contenuto ha cercato di dare ai colori un significato plastico fisso attribuendo alle tinte valore universale, indipendente dalle infinite variazioni che generano le loro relazioni all’interno di un’opera. Attraverso questi significati plastici ha cercato di ristabilire un legame con l’universale.

GUSTAV KLIMT

«Di me non esiste alcun autoritratto. Non m’interessa la mia persona come “oggetto di pittura”, m’interessano piuttosto le altre persone, specie se di sesso femminile, ma più ancora le altre forme. […]. Temo proprio si debba fare a meno di un mio autoritratto artistico o letterario, ma non è una grande perdita. Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista, l’unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.»

 

Gustav Klimt è il pittore più rappresentativo dell’art noveau. In lui prevalgono il simbolo, l’evocazione della realtà, piuttosto che la sua rappresentazione. La linea elegante, morbida e sinuosa, la bidimensionalità delle forme, il preziosismo, in una fusione e in un assorbimento delle più svariate componenti, che vanno dalla conoscenza dei mosaici di Ravenna fino alle più recenti acquisizioni artistiche (simbolismo, decadentismo) e psicanalitiche. Klimt non è soltanto espressione di un mondo interiore morbosamente angosciato: è un raffinatissimo enigmatico ritrattista, vigoroso disegnatore di nudi femminili carichi di erotismo ed allo stesso tempo delicati. «era capace di dipingere la donna nella sua distante dignità e di disegnarla nella sua totale disponibilità sessuale.»

SOL LEWITT

«Gli artisti sono più mistici che razionali. Giungono a delle conclusioni che la logica non può raggiungere […].Quando si usano parole come pittura e scultura, queste implicano un’intera tradizione e includono di conseguenza l’accettazione di questa tradizione; si pongono così delle limitazioni che rendono maldisposto l’artista a produrre un’arte che vada oltre i confini.»

 

«Gli artisti concettuali sono mistici piuttosto che razionalisti. Saltano a delle conclusioni che la logica non può raggiungere… I giudizi razionali ripetono giudizi razionali. I giudizi irrazionali conducono a nuove esperienze… La volontà dell’artista è secondaria rispetto al processo che egli innesca dall’idea alla realizzazione… Concetto e idea sono due cose diverse. Il primo indica una direzione generale, mentre la seconda ne costituisce le componenti. Le idee realizzano il concetto… Una volta che l’idea dell’opera è formata nella mente dell’artista e la sua forma finale è decisa, il processo si compie ciecamente. Esistono molti effetti collaterali che l’artista non può immaginare. Questi possono essere utilizzati come idee per nuove opere.» Sol LeWitt in “Sentences on Conceptual Art”

RENÉ MAGRITTE

«L’arte, come la concepisco io, è refrattaria alla psicoanalisi: evoca il mistero senza quale il mondo non esisterebbe, ossia il mistero che non si deve confondere con una sorta di problema.»

«Ciò che bisogna dipingere è dato dall’ispirazione, che è l’evento in cui il pensiero è la somiglianza stessa.»

«Io utilizzo la pittura per rendere visibile il pensiero.»

 

«La mia pittura non implica alcuna supremazia dell’invisibile sul visibile… La mente ama ciò che è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto. La mente non comprende la propria raison d’etre, e senza comprendere questo (o senza comprendere perché conosce ciò che conosce), nemmeno i problemi che pone hanno raison d’etre.» Per lo stesso motivo Magritte rifiuta una lettura simbolica delle opere, e riguardo ciò afferma: «Quando la gente cerca di trovare significati simbolici in ciò che dipingo, vuole qualcosa di sicuro cui aggrapparsi, per salvarsi dal vuoto. La gente che cerca significati simbolici è incapace di cogliere la poesia e il mistero intrinseci all’immagine.»

PIERO MANZONI

«Un quadro vale solo in quanto è, essere totale: non bisogna dire nulla: essere soltanto; […] Possiamo solo stendere un unico colore, o piuttosto ancora tendere un’unica superficie ininterrotta e continua (da cui sia escluso ogni intervento del superfluo, ogni possibilità interpretativa): non si tratta di “dipingere” blu nel blu o bianco nel bianco […]: la questione per me è dare una superficie integralmente bianca (anzi integralmente incolore, neutra) al di fuori di ogni fenomeno pittorico, di ogni intervento estraneo al valore di superficie: un bianco che non è un paesaggio polare, una materia evocatrice o una bella materia, una sensazione o un simbolo o altro ancora: una superficie bianca che è superficie bianca e basta: essere (e essere totale è puro divenire).»

PIETER MONDRIAN

«Alla fine le mie composizioni consistevano solo di linee verticali e orizzontali, che formavano delle croci. Osservando il mare, il cielo e le stelle, desideravo indicare la loro funzione plastica mediante una molteplicità di elementi verticali e orizzontali […]. Ritengo che sia possibile ottenere un’opera d’arte tanto forte quanto vera grazie a delle linee orizzontali e verticali utilizzate in modo consapevole ma non calcolato, tracciate con grande intuizione e costruite con armonia e ritmo.»

 

«Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo di esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamente esteriori!) delle cose… Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vero.» Piet Mondrian

EDVARD MUNCH

«…si dipingeranno esseri viventi che respirano e sentono, soffrono e amano. Sento che lo farò, che sarà facile. Bisogna che la carne prenda forma e che i colori vivano.»

 

«Camminavo lungo la strada con due amici, quando il sole tramontò. Il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai. Mi appoggiai, stanco morto a un recinto. Sul fiordo nero azzurro e sulla città, c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo che un grande urlo, infinito, pervadeva la Natura.»

 

Munch non cessa mai di sentirsi misteriosamente colpevole e perseguitato dai propri spettri. Nei suoi quadri non farà altro che “scrivere” e “riscrivere” la sua vita: un’autobiografia dell’anima per immagini, o meglio un’anatomia delle catastrofi dell’Io. Chi guarda sbatte contro quell’ansia e vi riconosce la propria. Munch ha saputo dare volto alla psiche moderna. Dall’impossibile integrazione nel mondo nasce l’opera d’arte, e l’artista sta in una regione al limite dello smarrimento e della malattia. «La mia pittura è in realtà un esame di coscienza e un tentativo di comprendere i miei rapporti con l’esistenza. È una forma d’egoismo, ma spero sempre di riuscire grazie ad essa, ad aiutare gli altri a vedere chiaro.» Munch sfiora le poetiche e le tendenze storiche per distanziarsene e rendersi incomparabile.

PABLO PICASSO

«Parlano di naturalismo in opposizione alla pittura moderna. Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha mai visto un’opera d’arte naturale. Natura e arte, essendo due cose distinte, non possono essere la medesima cosa. Con l’arte esprimiamo la nostra concezione di ciò che non è natura.»

 

«Molti pensano che il cubismo sia un’arte di transizione, un esperimento che deve produrre ulteriori risultati. Chi pensa così non ha compreso il cubismo. Il cubismo non è un seme o un feto, ma un’arte che si occupa essenzialmente di forme, e quando una forma è realizzata, è là a vivere la sua propria vita.»

 

…Picasso scriveva pittura come gli altri bambini scrivevano l’abbiccì. I suoi disegni non erano di cose vedute ma di cose espresse, insomma erano parole, per lui; il disegno fu sempre il suo solo modo di parlare, e lui parlava moltissimo. …Egli è pittore, assolutamente, decisamente pittore; il suo senso della “materia” sarebbe sufficiente ad attestarlo; come tutti i pittori veri adora il colore per quello che è; dunque ogni materia ha il proprio colore. Ogni soggetto lo fa innamorare, e tutto per lui è soggetto: il protendersi furibondo verso la luce dei fiori fuori dal vaso e l’atmosfera luminosa che danza intorno, il brulichio variopinto della folla, il prato di un ippodromo, la sabbia infuocata di un’arena da corride.

JACKSON POLLOCK

«La mia pittura non nasce sul cavalletto. […] Sul pavimento mi sento più a mio agio, più vicino, più parte del quadro; posso camminarci intorno, lavorarci da quattro lati diversi, essere letteralmente dentro il quadro. […] Quando ci sono dentro, nel mio quadro, non mi rendo conto di quel che sto facendo. È soltanto dopo un certo periodo, impiegato a, come dire, “far conoscenza”, che riesco a vedere che direzione ho preso. E non ho paura di far cambiamenti, e neanche di distruggere l’immagine perché so che i il quadro ha una vita sua e io non cerco che di farla venir fuori.»

 

Il talento di Pollock è vulcanico, ha il fuoco, imprevedibile, indisciplinato. Dilaga in una prodigalità minerale non ancora cristallizzata, lavico, esplosivo, caotico. I giovani artisti, soprattutto in America, sono troppo preoccupati dell’opinione altrui. Ci servono giovani che dipingano per un impulso interiore senza dar retta al critico o allo spettatore; pittori che rischino di sbagliare una tela per fare qualcosa a modo loro. Pollock è uno di questi. «Quando sono dentro i miei quadri non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di presa di coscienza mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti, di rovinare l’immagine, perché l’immagine vive di vita propria.»

GEORGES SEURAT

«Più saremo, più perderemo di originalità, e il giorno in cui tutti adotteranno questa tecnica, essa non avrà più alcun valore e si cercherà qualcosa di nuovo, cosa che sta già accadendo. È mio diritto pensare così e dirlo, perché dipingo per cercare del nuovo, una pittura mia.»


«Vedono della poesia in quello che faccio; io in realtà applico solo un metodo e questo è tutto.»


«Alcuni dicono che vedono la poesia nei miei quadri. Io vi vedo solo la scienza.»

HENRI TOULOUSE-LAUTREC

«Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intellegibile il carattere della figura.»

«Non so cosa accade se tieni a freno la penna, ma quando la mia matita si muove, è necessario lasciarla andare, oppure… bloccarla. Niente di più.»

 

«I suoi ritratti sono confessioni: una carrozza che corre sulla strada bianca è tutta l’eleganza d’un mondo e di un’epoca; i suoi cavalli non hanno soltanto la vita, hanno la razza. Ciò che lo interessa non è la struttura fisica degli esseri e delle cose; e nemmeno ciò che una sensibilità comune può scorgere delle loro scorze esterne: è quel nonnulla, quel quid che è l’’aria’ personale di ciascuno, il timbro indefinibile che fa riconoscere una voce tra mille. Possiamo vedere in Lautrec l’osservatore del suo tempo che ha tracciato una immagine sempre più intima, sempre più libera da ogni convenzione…» J. Laran, L’Estampe, 1959

VINCENT VAN GOGH

«Nell’arte bisogna avere un’idea madre, esprimerla in modo eloquente, conservarla dentro di sé e comunicarla agli altri con forza come l’impronta di una medaglia… L’arte non è una partita di piacere. È una lotta, un ingranaggio che tritura… non sono un filosofo, non voglio sopprimere il dolore, né trovare una formula che renda stoici o indifferenti. Il dolore è, forse, quello che fa esprimere più fortemente gli artisti.»

 

«Devo prevenirti che tutti troveranno che io lavoro troppo in fretta. Non ci credere affatto. Non è forse l’emozione, la sincerità del sentimento della natura che ci guida? E se queste emozioni sono talvolta così forti che si lavora senza accorgersi che si lavora, quando a volte le pennellate vengono con un seguito e dei rapporti fra loro come le parole in un discorso o in una lettera, bisogna allora ricordarsi che non è sempre stato così e che nell’avvenire ci saranno pure, purtroppo, giorni grevi, senza ispirazione. Bisogna perciò battere il ferro mentre è caldo e mettere da parte le sbarre fucinate.»

ANDY WARHOL

«Le persone continuano a desiderare figure fetish […] Questa è pop art. C’era un’enorme resistenza all’espressionismo astratto […] la pop art è stata una reazione a ciò, perché i bambini non possono dipingere l’espressionismo astratto se non hanno meno di cinque anni. […]  le persone amano una parola immediatamente riconoscibile […] Non mi interessa affatto la cultura. Una volta che un’opera d’arte è entrata nella cultura, è morta.»

 

«Tutti hanno una propria America, tutti hanno frammenti di un’America immaginaria che credono sia là fuori e che non possono vedere. Quando ero piccolo non mi sono mai mosso dalla Pennsylvania, immaginavo cose che credevo stessero capitando nel Midwest o nel sud, o in Texas, cose che sentivo che stavo perdendo. Ma si può vivere solo in un luogo alla volta. E la tua vita, mentre ti accade, per te è priva di atmosfera finché non diventa memoria. Per questo gli angoli immaginari dell’America sembrano così densi di atmosfera, perché li hai messi insieme da scene di film, da canzoni, frasi di libri, e vivi tanto nella tua America da sogno, fatta d’arte, smancerie ed emozioni, quanto nella tua America reale.»

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