GLI ANTROPOLOGI SOSTENGONO

Gli antropologi sostengono che il concetto di anima origina da almeno tre esperienze differenti: 1 dall’esperienza della vita e della morte: il vivente è dotato di una forza che lo abbandona al momento della morte. 2 dai sogni. Esiste un principio che opera indipendentemente dal corpo e dai sensi. 3 dall’esperienza religiosa: oltre al respiro fisico, spesso identificato con l’anima, c’è un altro principio, un doppio, un alter ego. Il termine “anima” ha assunto nella cultura occidentale alcune connotazioni specifiche che impediscono una corretta comprensione del fenomeno in altre culture. Presso alcune popolazioni non esiste un unico principio vitale, ma molte anime. Presso molte popolazioni indigene esiste la convinzione che un tipo di anima si separi dal corpo nei sogni, ma alcune altre pensano addirittura di raggiungere uno stadio di leggerezza corporea mediante l’estasi.

IL VIAGGIO DELL'ANIMA

Il viaggio dell’anima nell’oltretomba implica una graduale purificazione attraverso una serie di prove. La destinazione finale è la terra dell’anima, descritta come uno spazio celeste o un luogo sotterraneo, o come un luogo privo di ogni caratteristica sensibile. Tuttavia non necessariamente l’anima è creduta immortale ma può inserirsi in un processo ciclico di rinascita oppure proseguire l’esistenza ultraterrena per un tempo non definito.

I BAMBARA DEL MALI

I BAMBARA del Mali credono che l’uomo possieda anime gemelle, chiamate in e dya, dategli dalla divinità Faro. Il tere, che rappresenta il carattere, la coscienza e la forza, è dato all’uomo dalla divinità Pemba. Infine, è dalla divinità Mousso Koroni Koundyé che ciascun individuo riceve il suo waso, la forza maligna.

I FANG DEL GABON

I FANG del Gabon distinguono 7 tipi di anima: 1) EBA, principio vitale situato nel cervello, che scompare dopo la morte; 2) NLEM, il cuore, sede della coscienza, che ispira gli atti dell’uomo e con lui scompare al momento della morte; 3) EDZII, di carattere individuale, che dopo la morte conserva una sorta di individualità; 4) KI, simbolo dell’individuo e al tempo stesso forza che lo perpetua dopo la disincarnazione; 5) NGZEL, principio attivo dell’anima finché questa è nel corpo; 6) NSISSIM, ombra ed anima insieme; 7) KHUN, spirito disincarnato che può apparire come un fantasma.

I SOTHO DELL'AFRICA MERIDIONALE

I SOTHO dell’Africa meridionale credono che un coccodrillo possa catturare un passante afferrandone l’ombra sulla superficie dell’acqua (l’ombra qui è intesa come “doppio” dell’individuo).

I TUPI-GUARANÍ DEL BRASILE

I TUPI-GUARANÍ del Brasile credono che, danzando senza tregua e osservando uno stretto digiuno, diverranno tanto leggeri da raggiungere la “terra senza il male”, oltre i mari, dove resteranno eternamente giovani, liberi dalla fatica e dalle prove esistenziali.

Gli ABORIGENI DELL'AUSTRALIA

Gli ABORIGENI dell’Australia riconoscono due anime distinte: il vero ego, che preesiste all’individuo e gli sopravvive; l’anima-trickster, che si manifesta nei sogni, resiste alla definitiva separazione dal corpo e, dopo la morte, può sopravvivere nel corpo di un’altra persona.

Gli YORUBA DELLA NIGERIA

Gli YORUBA della Nigeria credono che la forza possa essere ingerita e che questo cibo contenga le caratteristiche di un’anima. Così il nuovo re di Ife dovette mangiare il cuore, ridotto in polvere, del suo predecessore, al fine di incorporare l’essenza della regalità.

BUDDISMO

“La volizione, o monaci, è quello che chiamo azione, che per via della volizione si compiono azioni con il corpo, la parola o la mente… C’è karma (azione), o monaci, che matura nell’inferno… karma che matura nel mondo animale… karma che matura nel mondo degli uomini… karma che matura nel mondo celeste… Triplice tuttavia è il frutto del karma: quello che matura nel corso della propria vita, quello che matura nella propria nascita e quello che matura in ulteriori nascite.”

ANGUTTARA NIKAYA

CRISTIANESIMO

“L’unità dell’anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l’anima come la forma del corpo; ciò significa che grazie all’anima spirituale il corpo composto di materia è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia nell’uomo non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un’unica natura.”

Catechismo della chiesa cattolica

 

“Se il corpo umano ha la sua origine nella materia viva che esisteva prima di esso, l’anima spirituale è immediatamente creata da Dio… Di conseguenza, le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come semplice epifenomeno di questa materia sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltri incapaci di fondare la dignità della persona.”

GIOVANNI PAOLO II

EGIZI

“Gli Egizi per primi affermarono che l’anima dell’uomo è immortale, e che al perire del corpo emigra in un altro degli esseri che nascono di volta in volta. E quando essa sia passata attraverso tutti gli esseri, terrestri marini e volatili, rinasce di nuovo nel corpo di un uomo; e questo giro per essa si compie in tremila anni. Ci furono dei Greci (Pitagora e i suoi seguaci) che seguirono questa dottrina affermandola come loro propria.”

GIAINISMO

“Il cosmo è composto di tre parti: una inferiore (“sette inferni”, dove vanno le anime di coloro che si sono comportati in modo violento e crudele), una intermedia (Madhyaloka), e una superiore. Il mondo intermedio è piccolo, ma è il luogo dove regna il tempo con la sua legge ciclica (kala) e dove – per la verità solo in una zona particolare, che ha al suo centro il Monte Meru – è possibile ottenere l’illuminazione. Il mondo (e anche il non-mondo) è costituito da cinque elementi (astikaya): uno vivente, la diva (o anima) e quattro non viventi (materia, spazio, movimento e riposo); alcune scuole aggiungono un sesto elemento: il tempo. Questi elementi sono eterni, incerti e infiniti.”

GIUDAISMO

“Vieni e considera. Il pensiero abissale (machshabà) è il principio di tutto. Per il fatto che è pensiero, si trova all’interno, segreto e non palese. Spingendosi oltre il pensiero giunge laddove si trova il respiro (ruach); e quando giunge in quel luogo prende il nome di parola interna (binà) e pur non essendo segreta come il pensiero precedente è in qualche misura segreta e non udibile. Il respiro (ruach) si diffonde e produce la voce percepibile formata di fuoco, acqua e respiro (Scin, Mem, Alef) e sono anche Nord, Sud e Oriente. La voce comprende tutte le altre facoltà. La voce guida il discorso, che esprime la parola nella sua articolazione […]”

(Zohar I-246 b)

ISLAMISMO

“(83) Il Giardino e il Fuoco sono cose create che non giungeranno mai ad una fine e noi crediamo che Allah le abbia portate in essere prima del resto del creato e che poi Egli abbia creato le persone che abiteranno ciascuno di essi. Chiunque Egli desideri va nel giardino per la sua munificenza e chiunque Egli voglia va nel fuoco verso ciò per cui è stato creato.”

AQUIDA TAHAWIYA

MONDO GRECO

“Deh sciagurati noi, c’è pur nelle case d’Averno l’alma e l’ombra, dunque: ma in esse ogni spirito manca, perché tutta la notte del misero Patroclo l’alma sopra il mio capo stette piangendo, levando lamenti, simile in tutto a lui d’aspetto; e preghiera mi volse”.

OMERO, Iliade

 

“Questa è dei mortali, se scendon sottoterra, la sorte: che nervi più non hanno che reggan l’ossa e le carni; ma queste e quelli strugge la furia del fuoco possente rutilo, appena l’alma lasciato ha lo scheletro bianco; e via svolazza per l’etere simile a sogno”.

OMERO, Odissea

SUFISMO

“L’amore è il rimedio per la nostra superbia e il nostro orgoglio, il medico di tutte le nostre infermità. Solo colui che ha la veste stracciata dall’amore perde ogni egoismo.”

MEVLANA JALALUDDIN RUMI
Afganistan 1207 – Turchia 1272

SHINTOISMO

“Sii caritatevole con tutti gli esseri: l’amore è la prima caratteristica del divino. Non vi è posto per l’egoismo nello Shinto.”

TAOISMO

“Conoscere gli altri è intelligenza; ma conoscere se stessi è saggezza superiore. Imporre la propria volontà agli altri è forza; ma imporla a se stessi è forza superiore. Essere sufficienti per se stessi è la vera ricchezza; governare se stessi è il vero carattere. La vita umana nasce da una certa condensazione di Etere primordiale: fin che tale condensazione persiste viviamo; quando essa si discioglie e disperde la morte ci coglie.”

LAOZI

 

“C’è il vuoto nelle porte e nelle finestre che danno sulla strada, nei recipienti, nelle case. È la parte Yin, il fondo oscuro delle vallate, il sesso femminile che solo combinato a quello maschile origina, moltiplica gli esseri.”

TAO TE CHING

TEOSOFIA

“Credo che verrà il tempo quando gli uomini si vergogneranno di aver difeso l’ateismo, come ancora pochi anni fa d’aver posseduto uno schiavo […] non credo che io o questa Società corra qualche pericolo dimostrando un po’ di coraggio morale per una così buona causa, il futuro lo dirà, spetta a noi di forgiare il presente […] se siamo sinceri gli uni verso gli altri e con noi stessi, sormonteremo ogni ostacolo, vinceremo ogni nemico e raggiungeremo quanto tutti noi cerchiamo: la pace della mente che deriva dalla conoscenza […]”

(Dal discorso inaugurale del colonnello Olcott per la fondazione della Società Teosofica, 17 novembre 1875)

ARISTOTELE

“L’anima è l’atto primo del corpo naturale che ha la vita in potenza.”

 

“La conoscenza dell’anima sembra contribuire a schiudere l’accesso all’intero essere.”

 

“Parmenide sostiene che il tutto è uno, eterno, ingenerato e di forma sferica. Però neppure lui rifugge dall’opinione dei molti, dicendo che il fuoco e la terra sono i principi del tutto: la terra come materia, il fuoco causa e principio attivo. Affermò che il cosmo si corrompe, ma non disse in quale maniera. Egli affermò, altresì, che il tutto è eterno, non generato, di forma sferica, uguale e, non avendo luogo all’interno di sé, è anche immobile e limitato.”

 

“L’anima è l’atto primo di un corpo naturale che ha la vita in potenza […], è quindi manifesto che l’anima non è separabile dal corpo, giacché l’attività di alcune sue parti è l’atto delle corrispondenti parti del corpo: […] perciò è corretta l’opinione di coloro che sostengono che l’anima non è un corpo, ma non esista senza il corpo.”

 

“Non si deve piuttosto riconoscere, come si dice, che nelle questioni di comportamento il fine non è quello di contemplare, cioè di conoscere i singoli valori, ma piuttosto quello di metterli in pratica? Quindi, anche per quanto riguarda la virtù non è sufficiente il sapere, ma dobbiamo sforzarci di possederla e metterla in pratica, o cercare qualche altro modo, se c’è, per diventare uomini migliori.”

 

“Anche la virtù, poi, si divide conformemente a questa divisione dell’anima. Infatti alcune le chiamiamo virtù diagnostiche altre virtù etiche.”

HENRY BERGSON

Nell’animale l’invenzione non è mai altro che una variazione sullo stesso tema fisso usuale: chiuso nelle abitudini della specie, esso arriva, certo, ad allargarle con la sua iniziativa individuale, ma sfugge all’automatismo per un solo istante, esattamente il tempo di creare un nuovo automatismo, e le porte della sua prigione si richiudono appena aperte, dato che tirando la sua catena esso riesce soltanto ad allungarla. Nell’uomo, la coscienza spezza la catena, solo nell’uomo essa si libera: fino a lui tutta la storia della vita era stata uno sforzo della coscienza per sollevare la materia, ed una compressione più o meno completa della coscienza da parte della materia che sulla prima ricadeva.

 

“L’intelligenza è caratterizzata da una naturale incomprensione della vita.”

 

“Le opinioni alle quali teniamo di più sono quelle di cui più difficilmente potremmo render conto, e le ragioni stesse con le quali le giustifichiamo sono raramente le stesse che ci hanno indotti ad adottarle.”

GEORGE BERKELEY

“È evidente per chiunque esamini gli oggetti della conoscenza umana che sono questi: o idee impresse ai sensi nel momento attuale, o idee percepite prestando attenzione alle emozioni e agli atti della mente, o infine idee formate con l’aiuto della memoria e dell’immaginazione riunendo dividendo o soltanto rappresentando le idee originariamente ricevute nei due modi precedenti.”

 

“La volontà viene definita il movimento dell’anima: questa espressione induce a credere che la mente dell’uomo sia simile a una palla in movimento, che gli oggetti dei sensi spingono e determinano con la stessa necessità di un colpo di racchetta.”

NORBERTO BOBBIO

“Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze.”

GIORDANO BRUNO

“È dunque l’universo uno, infinito, immobile; una è la possibilità assoluta, uno l’atto, una la forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo et ottimo; il quale non deve poter essere compreso; e perciò infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato e per conseguenza immobile; […] non si genera perché non è altro essere che lui possa derivare o aspettare, atteso che abbia tutto l’essere; non si corrompe perché non è altra cosa in cui si cange, atteso che lui sia ogni cosa.”

CARTESIO

“Nel momento stesso in cui volevo pensare che tutto fosse falso, era necessario che io, che così pensavo, fossi qualcosa. Notai allora che la verità: «io penso, dunque sono» era così solida e certa, che non avrebbero potuto rimuoverla neppure le più stravaganti supposizioni degli scettici, e quindi giudicai che potevo accoglierla senza esitazione, come primo principio della filosofia che andavo ricercando.”

TOMMASO D’AQUINO

“Il corpo e l’anima non sono due sostanze esistenti in atto, ma dalla loro unione risulta una sola sostanza in tutto.”

 

“L’anima umana è forma del corpo.”

 

“L’essenza dell’anima razionale è immediatamente unita al corpo come forma alla materia.”

AGOSTINO D’IPPONA

“L’uomo è una sostanza razionale che si compone di anima e corpo.”

 

“Che l’uomo sia fatto a immagine di Dio viene detto a causa della parte intima dell’uomo, ove ha sede la ragione e l’intelletto. L’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio soprattutto per quanto riguarda l’anima.”

 

“Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione.”

JACQUES DERRIDA

“Abbiamo cercato di non spegnere quell’altra luce, quella luce nera e così poco naturale che è la veglia delle potenze della insensatezza attorno al Cogito.”

EPICURO

“La divinità o vuol togliere i mali e non può o può e non vuole o non vuole né può o vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; e la divinità non può esserlo. Se può e non vuole è invidiosa, e la divinità non può esserlo. Se non vuole e non può, è invidiosa e impotente, quindi non è la divinità. Se vuole e può (che è la sola cosa che le è conforme), donde viene l’esistenza dei mali e perché non li toglie?”

 

“L’anima è un corpo sottile, sparso per tutto il composto, assai simile a un soffio e avente in sé una certa mistura di calore, per un verso quindi simile all’uno e per un verso all’altro; e c’è poi in essa una parte che per la sua estrema sottigliezza si differenzia anche da questi elementi, e per questo si trova in una particolare connessione col resto dell’organismo […]

ERACLITO

“A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre diverse”.

 

“I desti hanno un mondo in comune, mentre nel sonno ognuno si apparta in un mondo privato.”

 

“Il dio è giorno e notte, inverno e estate, guerra e pace, sazietà e fame. E muta come il fuoco quando si mischia a profumi odorosi, prendendo nome di volta in volta dal loro aroma”.

 

“L’uomo ritien giusta una cosa, ingiusta un’altra, mentre per il dio tutto è bello, buono e giusto.”

 

“Non bisogna agire e parlare come nel sonno.”

 

“Per gli uomini che sono morti sono pronte cose che essi non sperano né immaginano”.

 

“Per poter parlare con intendimento bisogna avvalersi di ciò che è comune.”

 

“Per quanto tu possa camminare, neppure percorrendo intera la via, mai riusciresti a trovare i confini dell’anima: tanto profondo è il logos che essa porta con sé”.

JOHANN GOTTLIEB FICHTE

“È implicito infatti nel concetto stesso di uomo che la sua meta ultima debba restare irraggiungibile e che il suo cammino verso di essa non abbia mai fine. Bisogna dunque dire che la missione dell’uomo non è raggiungere questa meta. Ma che egli può e deve avvicinarsi sempre più ad essa: e che perciò l’avvicinamento indefinito a questa meta è la sua vera missione come uomo, cioè quale essere razionale ma limitato, sensibile ma libero. Se si definisce la completa armonia con se stesso con il termine di perfezione, nel più alto senso della parola, come si può appunto definirla, la perfezione sarà allora la più alta irraggiungibile meta dell’uomo; la sua missione sarà tuttavia il perfezionamento indefinito.”

GORGIA

“E se avesse ragione Euripide là dove dice: Chi può sapere se il vivere non sia morire e il morire non sia vivere? Forse la nostra vita è in realtà una morte. Del resto ho già sentito dire, anche da uomini sapienti, che noi ora siamo morti e che il corpo è per noi una tomba”.

 

“I divini incantesimi compiuti con le parole possiedono una potenza che blandisce l’anima persuadendola e trascinandola con il loro fascino.”

GEORGE WILHELM FRIEDRICH HEGEL

“L’uomo che si isola rinuncia al suo destino, si disinteressa del progresso morale. Parlando in termini morali, pensare solo a sé è la stessa cosa che non pensarci affatto, perché il fiore assoluto dell’individuo non è dentro di lui; è nell’umanità intera. Non si adempie il dovere, come spesso si è portati a credere e come ci si vanta di fare, confidandosi tra le vette dell’astrazione e della speculazione pura, vivendo una vita da anacoreta; non vi si adempie con i sogni ma con gli atti, atti compiuti nella società e per essa.”

 

È […] inesatto chiamare ateo Spinoza soltanto perché non distingue Dio dal mondo. Con altrettanta e più ragione lo spinozismo potrebbe piuttosto definirsi acosmismo, in quanto in esso non il sistema cosmico, l’essenza finita, l’universo, ma soltanto Dio è considerato sostanziale e gli si attribuisce vita perenne. Spinoza afferma che ciò che si chiama mondo non esiste affatto: è soltanto una forma di Dio, non è niente in sé e per sé. L’universo non ha vera realtà: tutto è gettato nell’abisso dell’unica identità. Non c’è quindi nulla nella realtà finita; questa non ha verità alcuna; secondo Spinoza, quello che è è soltanto Dio. È adunque vero tutto il contrario di quanto si sostiene da coloro che incolpano Spinoza di ateismo: semmai in lui c’è troppo Dio.

MARTIN HEIDEGGER

“La chiamata non racconta storie e chiama tacitamente. Essa chiama nel modo spaesato del tacere. E ciò perché la voce della chiamata non giunge al richiamato assieme alle chiacchiere pubbliche del “Si”, ma lo trae fuori da esse richiamandolo al silenzio del poter-essere esistente. E dove mai la spaesata “disabitudine” e fredda sicurezza con cui il chiamante chiama il richiamato potrebbe trovar fondamento se non nel fatto che l’esserci, isolato nel suo spaesamento, è assolutamente inconfondibile?”

(Essere e tempo)

 

“L’esserci, [l’essere umano] compreso nella sua estrema possibilità d’essere, è il tempo stesso, e non è nel tempo.”

(Il concetto di tempo)

 

“Il linguaggio è la casa dell’essere e nella sua dimora abita l’uomo.”

(Lettera sull’umanesimo)

 

“La nostra antica parola “vero” (wahr) significa guardia, custodia […] Alla verità come custodia dell’essere corrisponde il pastore, che ha così poco a che fare con la pastoralità idilliaca e con la mistica della natura, da non essere il pastore dell’essere che essendo la sentinella del nulla. Le due cose sono una medesima cosa. L’una e l’altra sono possibili solo nella decisiva apertura dell’essere”.

(Sentieri interrotti)

THOMAS HOBBES

“Ora, quando io dico che l’azione era necessaria, io non dico che fu fatta contro la volontà dell’autore, ma con la sua volontà e necessariamente, poiché la volontà dell’uomo, ovvero ogni volizione o atto della volontà e proposito umano, ha una causa sufficiente, e perciò anche necessaria, e di conseguenza ogni azione volontaria è stata necessitata. Un’azione perciò può essere volontaria e peccaminosa e tuttavia essere necessaria.”

DAVID HUME

“Niente è realmente presente alla mente fuori dalle sue percezioni, o impressioni, o idee, e che gli oggetti esterni ci sono noti solo per le percezioni a cui danno occasione.”

 

“Tutti i filosofi ammettono, e la cosa è chiara di per se stessa, che niente è realmente presente alla mente fuori dalle sue percezioni, o impressioni o idee, e che gli oggetti esterni ci sono noti solo per le percezioni a cui danno occasione. Odiare, amare, pensare, sentire, vedere: tutto ciò, altro non è che percepire.”

 

“Uno stato futuro è così lontano dalla nostra comprensione e così oscura l’idea della vita dopo la dissoluzione del corpo che tutte le ragioni adducibili, per forti che siano in sé e aiutate dall’educazione, non arrivano mai a superare le difficoltà della nostra debole immaginazione e a dare una forza e un’autorità sufficiente all’idea. Io attribuirei questa incredulità e debolezza dell’idea che ci formiamo della vita futura più alla mancanza di somiglianza con la vita presente che alla lontananza.”

IMMANUEL KANT

Tutte le chiese, tutte le comunità religiose mancano del contrassegno più importante della […] Verità. Essendo fondate su una fede rivelata ed essendo perciò legate ad una serie di specifici eventi storici, sono prive di validità universale. È sostanzialmente inutile ricercare tra le varie tradizioni religiose quale sia la religione vera: quel che importa è agire bene. Compiere il Bene, la Virtù, per amore del Bene stesso relativizza non tanto la verità bensì l’esistenza delle singole comunità religiose, le quali si presentano ormai più come un ostacolo che come una via al conseguimento dell’unica religione morale, la sola davvero uguale per tutti.

 

“La conformità perfetta della volontà alla legge morale è la santità, una perfezione cui non può giungere nessun essere razionale in nessun momento della propria esistenza. E siccome, pur essendo richiesta come praticamente necessaria, può essere incontrata soltanto in un progresso all’infinito verso tale conformità perfetta e seguendo i principi della ragione pura pratica, un simile progresso pratico diviene necessario come oggetto reale della nostra volontà. Ma questo progresso all’infinito è possibile solo sul presupposto di un’esistenza e di una personalità dell’essere razionale che durino all’infinito (il che prende il nome di immortalità dell’anima). Dunque il sommo bene non è praticamente possibile che sul presupposto dell’immortalità dell’anima; immortalità che, risultando inseparabilmente congiunta con la legge morale, è un postulato della ragion pura pratica (col che intendo una proposizione teoretica, che non può essere dimostrata come tale, perché inerente inseparabilmente a una legge pratica che ha un valore a priori incondizionato).

(Critica della ragione pratica, parte I, Libro II, Capitolo II, V)

 

“Per idea, io intendo un concetto necessario della ragione, cui non può essere dato, nei sensi, alcun oggetto corrispondente. I concetti puri della nostra ragione – considerati ora – sono perciò idee trascendentali. Essi sono concetti della ragione pura, poiché considerano ogni conoscenza di esperienza come determinata da una totalità assoluta di condizioni. Essi non sono escogitati arbitrariamente, ma proposti dalla natura stessa della ragione, e si riferiscono quindi interamente all’intero uso dell’intelletto. Infine, essi sono trascendenti e oltrepassano i limiti di ogni esperienza: in questa non potrà dunque presentarsi mai un oggetto, che sia adeguato all’idea trascendentale.”

(Critica della ragione pura, “Dialettica trascendentale”, I, 2-3)

SØREN KIERKEGAARD

“Ma cosa è dunque che scelgo? È questa cosa o quell’altra? No, perché io scelgo in modo assoluto, e scelgo in modo assoluto proprio in quanto ho scelto di non scegliere questa o quella cosa. Io scelgo l’assoluto. Ma che cosa è l’assoluto? Sono io stesso nel mio eterno valore, altro all’infuori di me stesso non potrò mai scegliere come assoluto; poiché se scelgo qualche cosa d’altro lo scelgo come una cosa finita e perciò non lo scelgo in modo assoluto. Persino l’ebreo che scelse Dio, non lo scelse in modo assoluto, poiché scelse si l’assoluto, ma non lo scelse assolutamente, e così cessò di essere assoluto e divenne una cosa finita.”

GOTTFRIED WILHELM VON LEIBNIZ

“Se poi vogliamo chiamare anima tutto ciò che ha percezioni ed appetizioni, nel senso generale or ora chiarito, tutte le sostanze semplici o monadi create possono essere chiamate anime; ma siccome il sentiero è qualcosa di più di una semplice percezione, penso che il nome più generale di monadi o di entelechie possa bastare per le sostanze semplici hanno la sola percezione; e che debbano essere chiamate anime quelle che hanno percezioni più distinte ed accompagnate da memoria.”

JOHN LOCKE

“Mi sembra che una Chiesa sia una libera società di uomini che si riunisce spontaneamente per onorare pubblicamente Dio nel modo che credono sarà accetto alla divinità, per ottenere la salvezza dell’anima.”

 

“Poiché la mente umana, in tutti i suoi pensieri e ragionamenti, non ha altro immediato oggetto che non siano le sue proprie idee, che sola essa contempla o può contemplare, è evidente che la nostra conoscenza si riferisce soltanto a quelle.”

NIKLAS LUHMANN

“L’identità non è una sostanza autosufficiente, ma la sintesi coordinante che conferisce un determinato ordine ai rinvii ad altre esperienze possibili. In questo senso l’identità è sempre un sistema.”

KARL MARX

“Con l’estendersi dell’uso delle macchine e con la divisione del lavoro, il lavoro dei proletari ha perduto ogni carattere indipendente e con ciò ogni attrattiva per l’operaio. Egli diviene un semplice accessorio della macchina, al quale si richiede soltanto un’operazione manuale semplicissima, estremamente monotona e facilissima da imparare. Quindi le spese che causa l’operaio si limitano quasi esclusivamente ai mezzi di sussistenza dei quali egli ha bisogno per il proprio mantenimento e per la riproduzione della specie. Ma il prezzo di una merce, quindi anche quello del lavoro, è uguale ai suoi costi di produzione. Quindi il salario decresce nella stessa proporzione in cui aumenta il tedio del lavoro. Anzi, nella stessa proporzione dell’aumento dell’uso delle macchine e della divisione del lavoro,  aumenta anche la massa del lavoro, sia attraverso l’aumento delle ore di lavoro, sia attraverso l’aumento del lavoro che si esige in una data unità di tempo, attraverso l’accresciuta celerità delle macchine e così via.”

 

“L’estraneazione religiosa avviene solo nella sfera della coscienza, dell’interiorità umana; l’estraniazione economica è invece l’estraneazione della vita reale, per cui la sua soppressione abbraccia entrambi i lati.”

 

“Tutto il tempo dedicato a dio è tempo sottratto all’uomo.”

FRIEDRICH NIETZSCHE

“Il mondo che in qualche modo ci interessa è falso, ossia non è una realtà, bensì un’invenzione e un arrotondamento di una magra somma di osservazioni; esso è fluido come qualcosa che diviene, come una falsità che si sposta sempre di nuovo e che non si avvicina mai alla verità, perché non c’è una verità.”

 

“In un angolo remoto dell’universo scintillante, diffuso in innumerevoli sistemi solari, c’era una volta un astro sul quale animali intelligenti inventarono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della “storia universale”; ma fu solo un minuto. Dopo pochi respiri della natura, l’astro si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Qualcuno potrebbe inventare una favola del genere, ma non riuscirebbe mai a illustrare adeguatamente quanto lamentevole, quanto vago e fugace, quanto inane e capriccioso appaia nella natura l’intelletto umano. Ci furono eternità in cui esso non c’era, e quando di nuovo non ci sarà più non sarà successo niente. Giacché per questo intelletto non c’è nessuna missione ulteriore che porti al di là della vita umana. Esso è totalmente umano e solo chi lo possiede e lo produce ne ha un’idea così patetica, quasi che su di esso ruotassero i cardini del mondo. Ma se noi potessimo comunicare con la zanzara, apprenderemmo che anch’essa svolazza nell’aria con questo pathos e si sente appunto il centro svolazzante del mondo. Nella natura non c’è niente di così spregevole e meschino che, con un piccolo soffio di questa forza del conoscere, non si gonfi subito come un otre; e come ogni facchino vuole avere i suoi ammiratori, così il più superbo degli uomini, il filosofo, crede che da tutte le parti gli occhi dell’universo siano telescopicamente puntati sul suo agire e pensare.”

 

“Ma che cosa fa, in fondo, l’intera filosofia moderna? Da Cartesio in poi, da parte di tutti i filosofi si perpetua un attentato contro l’antico concetto di anima, vale a dire: un attentato al presupposto fondamentale della dottrina cristiana.”

 

“Siamo noi a vedere dentro il mondo le nostre leggi e, viceversa, non possiamo concepire queste leggi, se non come la conseguenza di questo mondo su di noi. Il punto di partenza è l’illusione dello specchio, noi siamo immagini viventi riflesse dallo specchio”.

 

“Volere libera: questa è la vera dottrina della volontà e della libertà, così ve la insegna Zarathustra. Non più volere e non più valutare e non più creare! Ah, rimanga sempre da me lontana questa grande stanchezza! Anche nel conoscere io sento solo la mia volontà che gode di generare e di divenire; e se nella mia conoscenza è innocenza, ciò accade perché è volontà di generare. Via da Dio e dagli dèi mi ha allettato questa mia volontà; che cosa mai resterebbe da creare, se gli dèi esistessero!”

PARMENIDE

“…Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l’una che “è” e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità), l’altra che “non è” e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo. Infatti lo stesso è pensare ed essere”.

 

“Specialmente l’uomo pare essere partecipe del calore, più di tutti questi esseri viventi, poiché la materia di cui è composto è più pura […]. E poi, nell’uomo è defluito un che di divino, in forza del quale egli partecipa della ragione e della riflessione, ed eccelle rispetto a tutti gli altri esseri”.

PLATONE

“Quanto alla divina follia ne abbiamo distinto quattro forme, a ciascuna delle quali è preposta una divinità: Apollo per la follia profetica, Dioniso per la follia iniziatica, le Muse per la follia poetica, mentre la quarta, la più eccelsa, è sotto l’influsso di Afrodite e di Amore.”

 

Io vado intorno facendo nient’altro se non cercare di persuadere voi, e più giovani e più vecchi, che non dei corpi dovete prendervi cura, né delle ricchezze né di nessun’altra cosa prima e con maggiore impegno che dell’anima in modo che diventi buona il più possibile, sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, ma che dalla virtù stessa nascono le ricchezze e tutti gli altri beni per gli uomini, e in privato e in pubblico.

 

Socrate: “A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell’essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. Infatti io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri.”

 

“Difatti alcuni dicono che il corpo è tomba dell’anima, quasi che essa vi sia presentemente sepolta […]. Tuttavia mi sembra che siano stati soprattutto i seguaci di Orfeo ad aver stabilito questo nome, quasi che l’anima espii le colpe che appunto deve espiare, e abbia intorno a sé, per essere custodita, questo recinto, sembianza di una prigione. Tale carcere, dunque, come dice il suo nome è custodia dell’anima, finché essa non abbia finito di pagare i suoi debiti.”

Cratilo

 

“Gli dèi allevavano gli uomini come loro proprietà e loro gregge. Con la differenza, tuttavia, che non si servivano dei corpi per violentare i corpi delle loro bestie, come fanno i pastori che le battono quando le conducono al pascolo. Al contrario essi si mettevano a tergo per raddrizzare la marcia servendosi della persuasione come di un timone, secondo i propri disegni.”

Crizia

 

“La potenza del logos sull’anima da lui persuasa è come quella di un padrone sullo schiavo; con la differenza però che l’anima è ridotta in schiavitù non con la forza, ma con la pressione misteriosa esercitata sul suo consenso.”

Filebo

 

“L’anima è in sommo grado simile a ciò che è divino, immortale, intelligibile, uniforme, indissolubile, sempre identico a se medesimo, mentre il corpo è in sommo grado simile a ciò che è umano, mortale, multiforme, inintelligibile, dissolubile e mai identico a se medesimo.”

Fedone

 

“La filosofia esorta l’anima a raccogliersi e a concentrarsi tutta sola in se stessa, e a non fidare in nient’altro che in se stessa, e a tener per vero solo ciò che essa da se sola intende, qualunque sia l’essere che essa voglia da se medesima penetrare nella sua essenza immutabile.”

Fedone

 

“Ma è chiaro che durante la nostra vita, noi saremo tanto più vicini alla conoscenza, nella misura in cui meno avremo a dipendere dal nostro corpo e ad avere con esso rapporti, se non per assoluta necessità, nella misura in cui riusciremo, cioè, ad essere, il meno possibile, contaminati dalla sua natura e quanto più, d’altronde, resteremo puri dal suo contatto, fino al giorno in cui dio non ci avrà del tutto da esso disciolto. Oh, allora, liberi e puri dalla fallacia del corpo, noi saremo uniti, con ogni probabilità, ad esseri simili a noi e potremo noi stessi contemplare tutto ciò che è puro. Questa, forse, è la verità: non è lecito, a chi è impuro, toccare ciò che è puro.”

Fedone

 

“L’anima del vero filosofo sa di non doversi opporre alla liberazione dai sensi e, perciò, si tiene lontana dai piaceri terreni, dai desideri, dagli affanni e dai timori.”

Fedone

 

Zenone considerava l’anima come un’esalazione provvista di facoltà sensibili. Volendo infatti rappresentare che le anime dotate di intelletto sempre si generano per via di esalazione, le paragonò ai fiumi in questo modo: “Sempre altre acque sopraggiungono ai fiumi, che restano sempre i medesimi, e altre acque se ne scorrono”. Le anime poi, esalano dall’elemento umido.

PLOTINO

“Un autentico risveglio dell’anima non è che una vera risurrezione dal corpo e non con il corpo… Non c’è vera risurrezione se non lasciare i corpi che appartengono ad una natura opposta a quella dell’anima e quindi sono sostanzialmente contrari ad essa.“

JEAN-PAUL SARTRE

“L’uomo essendo condannato ad essere libero, porta il peso del mondo tutto intero sulle spalle: egli è responsabile del mondo e di se stesso in quanto modo d’essere […]. In ogni modo si tratta di una scelta. In fondo, è la stessa cosa ubriacarsi in solitudine o guidare i popoli”.

(L’essere e il nulla)

FRIEDRICH SCHELLING

“Nella natura eterna l’assoluto si fa per se stesso, nella sua assolutezza (quale pura identità) un particolare, un essere, ma anche in ciò che è assoluto ideale, atto assoluto di conoscenza; nella Natura fenomenica la forma particolare viene conosciuta come particolare e l’assoluto si cela in qualcosa di diverso da ciò che è esso stesso nella sua assolutezza, in un finito, in un essere che è il suo simbolo, e come ogni simbolo acquista una vita indipendente da ciò che significa.”

ARTHUR SCHOPENHAUER

“Le più alte, le più varie e più durevoli gioie sono spirituali.”

 

“L’assenza di ogni finalità e di ogni termine è infatti essenziale alla volontà in sé, che si risolve in uno sforzo senza fine […] Chi, riuscendo a vedere oltre il principium individuationis, riconosce la natura della cosa in sé o del tutto, non è più capace di simili conforti; vede che dappertutto è lo stesso, e se ne va. La sua volontà si rivolge: non afferma più la propria essenza specchiantesi nel fenomeno: la nega. Il fenomeno in cui si manifesta il rivolgimento, è il passaggio dalla virtù all’ascesi.”

 

“Le religioni sono necessarie al popolo, e sono per esso un inestimabile beneficio. Quando però esse vogliono opporsi ai progressi dell’umanità nella conoscenza della verità, allora debbono essere messe da parte con la massima deferenza possibile. E pretendere che anche uno spirito grande, uno Shakespeare, un Goethe, faccia entrare nelle proprie convinzioni [..] i dogmi di una qualche religione, è come pretendere che un gigante calzi le scarpe di un nano.

 

“La volontà, così come la troviamo nel nostro intimo, non scaturisce dalla conoscenza, come pretendeva finora la filosofia, e non è della conoscenza una semplice modificazione, una cosa secondaria, dunque, derivata, determinata dal cervello come la conoscenza; la volontà è il prius della conoscenza, il nucleo del nostro essere, è quella forza originaria che crea e conserva il corpo animale, del quale compie tutte le funzioni consapevoli e inconsapevoli.”

SENECA

“Tutti  ammetteranno di avere un’anima, dalla quale siamo spinti o fatti ritrarre dall’azione. Ma che cosa sia una tale anima, guida e signora del nostro io, nessuno potrà spiegartelo, non più di quanto potrebbe spiegarti dove essa si trovi. Uno dirà che è spirito, un altro armonia, un altro una potenza divina e una parte di Dio, un altro la parte più sottile del principio vitale, un altro una potenzialità incorporea, né mancherà chi la definisce sangue, chi calore. A tal punto l’anima non è in grado di spiegare le altre cose cose, che addirittura è ancora alla ricerca di se stessa.”

BARUCH SPINOZA

“Oltre Dio non si può dare, né essere concepita alcuna sostanza. […] Dio è unico, cioè che in natura non si dà se non una sostanza e che essa è assolutamente infinita. […] Che la cosa estesa e la cosa pensante sono attributi di Dio, o affezioni degli attributi di Dio.”

TALETE

“Per quanto tu possa camminare, neppure percorrendo intera la via, mai riusciresti a trovare i confini dell’anima: tanto profondo è il logos che essa porta con sé.”

SIGMUND FREUD

“Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi.”

 

“L’uomo ha barattato gran parte della sua felicità per un po’ di sicurezza.”

 

“L’angoscia si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto.”

 

“L’Io non è padrone in casa sua.”

 

“La libertà non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura e ha subito restrizioni con l’evolversi della civiltà.”

CARL GUSTAV JUNG

“La terapia, o l’analisi, non è solo qualcosa che gli analisti fanno ai pazienti, essa è un processo che si svolge in modo intermittente nella nostra individuale esplorazione dell’anima, negli sforzi per capire le nostre complessità, negli attacchi critici, nelle prescrizioni e negli incoraggiamenti che rivolgiamo a noi stessi. Nella misura in cui siamo impegnati a fare anima, siamo tutti, ininterrottamente, in terapia.”

 

“L’individuazione è in generale il processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli individui, e in particolare lo sviluppo dell’individuo psicologico come essere distinto dalla generalità”.

 

“La psicologia analitica cerca di fare breccia nelle mura, scavando nell’incosciente per trarne fuori quelle immagini fantastiche che l’intelletto razionale aveva rigettate.”

 

“Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi”.

ROBERTO ASSAGIOLI

“Noi abbiamo spesso un’idea vaga, incerta, inesatta delle parole che usiamo, poiché non ci diamo la pena di precisarne il senso, cioè di pensare in modo chiaro e consapevole. Tutti credono di sapere pensare, ma in realtà il pensare è un’arte che va appresa”.

 

“È vero che c’è una molteplicità in noi, ma la volontà è essenzialmente l’attività dell’Io che si pone sopra la molteplicità. Dirige, regola, equilibra le altre funzioni della personalità in modo creativo”.

 

“L’educazione e lo sviluppo della volontà sono il compito centrale della Psicosintesi, poiché la volontà è il principio unificatore e direttivo di tutte le funzioni psichiche”.

JAMES HILLMAN

“La terapia, o l’analisi, non è solo qualcosa che gli analisti fanno ai pazienti, essa è un processo che si svolge in modo intermittente nella nostra individuale esplorazione dell’anima, negli sforzi per capire le nostre complessità, negli attacchi critici, nelle prescrizioni e negli incoraggiamenti che rivolgiamo a noi stessi. Nella misura in cui siamo impegnati a fare anima, siamo tutti, ininterrottamente, in terapia.”

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